lunedì 28 Novembre 2022
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Neolaureati, stipendi più alti per chi proviene dal Nord

Uno studio di JobPricing mette in relazione gli atenei con gli stipendi dei laureati. Al Nord le remunerazioni sono il 10% in più rispetto al Sud

Laurearsi in discipline STEM garantisce una stabilità economica e un solido futuro. Frequentare le facoltà scientifiche paga di più, e i laureati dei Politecnici sono i più remunerati, come quelli delle università private. Lo dicono i dati emersi dall’ ”Osservatorio JobPricing” pubblicati nella settima edizione dell’University Report.

La classifica si basa sui migliori atenei italiani in termini di previsioni di guadagno. Ad emergere non è solo il dato inerenti alle prospettive concesse dai Politecnici. Anche i laureati delle università private infatti percepiscono (in media) fino al 6% in più dello stipendio rispetto a chi frequenta un ateneo pubblico, con forti differenze a livello geografico tra Nord e Sud.

Chi si laurea al Nord, secondo i dati di JobPricing, guadagna il 2% in più rispetto al Centro e il 10% in più che al Sud. Le differenze nella media retributiva per area geografica dipendono in parte dalla tipologia di università dato che al Nord ci sono più private; e in parte dal fatto che chi studia al Sud è più probabile che alla fine lavori nel Meridione, dove i salari sono in media più bassi. 

Secondo l’Osservatorio, al primo posto degli atenei che assicurerebbero una remunerazione più alta, troviamo l’Universià Commerciale “Luigi Bocconi”. Seguita dal Politecnico di Milano e dalla Luiss, “Libera univeristà internazionale degli studi sociali Guido Carli”. E ancora, il Politecnico di Torino e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Bergamo, Boogna, Ca’ Foscari di Venezia. Neanche una si trova nel Mezzogiorno.

Ma i laureati italiani, rispetto all’Europa, sono ancora pochi. L’Italia fa parte dei Paesi con una percentuale ridotta di giovani laureati. Secondo l’Eurostat nel 2020 era laureata il 28,9% della popolazione fra i 25 e i 34 anni contro il 41% della media Ue. E’ inevitabile che questo dato condizioni la capacità di ripresa. L’Italia, notano i ricercatori, già era meno competitiva di altri Paesi prima della pandemia, non avendo recuperato totalmente il terreno perso dopo il 2008. Ora dovrà affrontare una difficoltà maggiore.

Sofia Antonelli
Ho conseguito la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli di Roma. Curiosa per natura e appassionata di storia e di musica. Tra le tematiche che mi stanno più a cuore, la tutela dei diritti umani e le questioni di giustizia sociale e distributiva.
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