lunedì 15 Agosto 2022
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Invalsi 2022: i divari regioni restano rilevanti, al Sud i risultati peggiori

In Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna c'è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi

Gli esiti delle prove 2022 confermano l’arresto del calo dei risultati osservati nella scuola secondaria nel 2021 rispetto al 2019 in seguito alla pandemia. È quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2022 presentato oggi presso l’Università ‘La Sapienza’. I risultati della scuola primaria sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019, anche se con alcune piccole flessioni in determinati territori. Infine si osserva un certo miglioramento negli esiti delle prove d’Inglese, soprattutto nella comprensione dell’ascolto (Listening), confermandosi la tendenza positiva già riscontrata nel 2021.

I divari tra regioni del Paese rimangono molto rilevanti e in alcuni casi (Calabria e Sicilia) già a partire dalla scuola primaria. Infine si riscontrano differenze considerevoli tra indirizzi di studio nella scuola secondaria di secondo grado, continua il rapporto, ampiamente al di là di quanto ci si potrebbe attendere, soprattutto considerando che le prove Invalsi rilevano apprendimenti di base che, almeno negli aspetti essenziali, dovrebbero essere garantiti a tutti e a ciascuno.

Nelle regioni meridionali di Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna c’è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi, che si attesta attorno al 50% della popolazione scolastica in Italiano, al 55-60% in Matematica, il 35-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening. Il rapporto evidenzia che in tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli.

I divari territoriali, sottolinea ancora Invalsi, alle scuole medie non migliorano rispetto alle rilevazioni precedenti e rimangono molto ampi. Emergono infine forti evidenze di disuguaglianza educativa nelle regioni del Mezzogiorno sia in termini di diversa capacità della scuola di attenuare l’effetto delle differenze socio-economico-culturali sia in termini di differenze tra scuole e, soprattutto, tra classi.

Aumenta la dispersione implicita. Se nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%, per salire al 9,8% nel 2021, nel 2022 si ferma al 9,7%. Anche se il rapporto fotografa andamenti che hanno radici negli ultimi 20 anni, si legge, allo stesso tempo i dati mettono in luce anche gli effetti della pandemia sugli studenti. Tra questi, la dispersione scolastica implicita: i giovani che terminano il percorso di studi senza avere però le competenze di base necessarie. Si tratta di studenti a rischio, che potrebbero avere “limitate prospettive di inserimento nella società molto simili a quelle degli studenti che non hanno concluso la scuola secondaria di secondo grado”, sottolinea l’Invalsi.

In termini comparativi, il calo maggiore della dispersione scolastica implicita si registra in Puglia (-4,3 punti percentuali) e in Calabria (-3,8 punti percentuali). Tuttavia, le differenze assolute a livello territoriale rimangano molto elevate: Campania (19,8%), Sardegna (18,7%), Calabria (18,0%), Sicilia (16,0%), Basilicata (12,8%), Puglia (12,2%), Abruzzo (10,8%), Lazio (10,7%).

Le prove Invalsi 2022 hanno coinvolto oltre 920.000 allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 545.000 studenti della scuola secondaria di primo grado (classe III) e poco più di 953.000 di studenti della scuola secondaria di secondo grado (classe II e ultimo anno).

Per la scuola primaria, i risultati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019, ma con segnali di preoccupazione soprattutto per la matematica. Se in italiano l’80% degli studenti dell’ultimo anno raggiunge almeno il livello base, in matematica arriva al livello base solo il 66% degli allievi, con Calabria, Sicilia e Sardegna ottengono risultati sotto la media nazionale.

Per il rapporto buoni i risultati in inglese: il 94% (+2 punti rispetto al 2018) degli allievi raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading), mentre nella prova di ascolto (listening) e` l’85% degli allievi (+6 punti rispetto al 2018) a raggiungere il prescritto livello A1 del Qcer. Diminuisce la differenza tra scuole in tutta Italia, anche se in italiano, in Inglese e ancora di più in matematica, si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi più accentuata nelle regioni meridionali. La scuola primaria nel Mezzogiorno, quindi, fatica a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi che sono ancora più evidente nei gradi scolastici successivi.

All’aumentare dei gradi, le differenze si ampliano e diventano molto più evidenti. Nella scuola secondaria di secondo grado, al secondo anno di studi il 66% degli studenti raggiunge il livello base in italiano (- 4 punti percentuali rispetto al 2019), mentre in matematica lo raggiunge solo il 54% degli studenti (- 8 punti rispetto al 2019). In sei regioni del Sud l’esito medio si ferma al di sotto della soglia attesa dopo dieci anni di scuola (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Rispetto al primo ciclo di istruzione, si allargano i divari territoriali: gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 40% in tutte le regioni del Mezzogiorno (escluso l’Abruzzo).

Nell’ultimo anno scolastico, invece, solo il 52% degli studenti raggiunge il livello base degli apprendimento in italiano, e in sei regioni del Sud l’esito medio si ferma al di sotto della soglia attesa dalle Indicazioni nazionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). In matematica, uno studente su due non raggiunge il livello base (dal livello 3 in su). In sette regioni del Centro-Sud l’esito medio si ferma al livello 2, quindi al di sotto della soglia attesa dopo tredici anni di scuola (Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Migliori i risultati dei test in inglese: il 52% degli studenti raggiunge il B2 nella prova di reading (+2 punti percentuali rispetto al 2021) e il 38% in quella di listening (+1 punto percentuale rispetto al 2021).

Solo nelle regioni del Settentrione (escluso Piemonte e Liguria) l’esito medio nella prova di listening è in linea con l’atteso B2. Nella scuola secondaria, quindi si allargano ulteriormente i divari territoriali. Gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 60% in Campania, Calabria e Sicilia. In matematica gli allievi sotto il livello 3 arrivano al 70% in quattro regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna). Sempre nelle stesse regioni non raggiungono il B2 il 60% degli studenti nella prova di reading e l’80% in quella di listening.

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