martedì 6 Dicembre 2022
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Amministrative 2022: Palermo, Catanzaro, Taranto e le altre sfide al Sud

Si vota domenica 12 giugno in quasi 1000 comuni, tra cui 26 capoluoghi di provincia e 4 di regione

Circa 9 milioni di cittadini sono chiamati a votare in 971 comuni per il rinnovo di sindaci e consiglieri comunali domenica 12 giugno. Lo stesso giorno tutti gli italiani potranno votare per i cinque quesiti del referendum sulla giustizia.

I comuni al voto

Urne aperte il 12 giugno, dalle 7 alle 23, per ventisei capoluoghi di Provincia e quattro capoluoghi di regione (Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo). L’eventuale ballottaggio si terrà in data domenica 26 giugno. I 26 comuni capoluoghi di provincia sono Alessandria, Asti, Barletta, Belluno, Catanzaro, Como, Cuneo, Frosinone, Genova, Gorizia, L’Aquila, La Spezia, Lodi, Lucca, Messina, Monza, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Taranto, Verona e Viterbo.

alleanze ballerine

Centro-destra compatto in 21 delle 26 città capoluogo chiamate al voto, tranne che a Messina, Catanzaro, Parma. A Viterbo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni corre da solo, a Verona FdI sostiene l’ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi assieme a Italia Viva.
Pd e 5stelle si presentano insieme in 18 comuni capoluogo.

Confuso il quadro per i maggiori partiti di centro – Azione, Italia Viva e Più Europa. I partiti di Carlo Calenda e Emma Bonino si presentano insieme ma non hanno un’unica strategia nei rapporti col centrosinistra: a volte sostengono un candidato di coalizione, come a Verona, Monza e Piacenza, in altri comuni concorrono da soli come a Palermo, Parma e La Spezia. In alcune città importanti il partito di Matteo Renzi si presenta nella stessa coalizione del centrodestra, come a Genova e Catanzaro.

Cosa succede nel Mezzogiorno? sei i candidati a Palermo

A Palermo si dovrà designare il successore di Leoluca Orlando, che termina il secondo mandato a Palazzo delle Aquile e non può più ricandidarsi. Sono sei i candidati che si contendono il titolo di sindaco della città. Il centro-destra unito converge sul nome di Roberto Lagalla, l’ex rettore dell’Università degli Studi di Palermo ed ex assessore regionale, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle appoggiano la candidatura di Franco Miceli, presidente dell’ordine degli architetti. Azione di Carlo Calenda e +Europa di Emma Bonino sostengono l’ex orlandiano Fabrizio Ferrandelli.

Rita Barbera è appoggiata dalle liste Rita Barbera sindaca e Potere al Popolo. Rinascita Palermo sostiene l’europarlamentare ex leghista Francesca Donato. Il candidato di Siciliani Liberi è infine Ciro Lomonte, sostenuto dalla lista Ciro Lomonte sindaco.

a Catanzaro centro-destra diviso, alleanza Pd-5stelle

Sono sei i candidati in lizza per sedere sulla poltrona di Palazzo de Nobili di Catanzaro, dove l’attuale sindaco Sergio Abramo, al termine del quarto mandato, ha deciso di non candidarsi. Il centro-destra si presenta separato: Forza Italia, Lega, renziani e Unione di Centro appoggiano l’ex dem Valerio Donato, mentre Fratelli d’Italia sostiene la coordinatrice regionale del Partito Wanda Ferro. Pd e 5 stelle appoggiano la candidatura di Nicola Fiorita.

L’avvocato Antonello Talerico, ex candidato al Consiglio regionale con FI, si presenta da solo ed è sostenuto da cinque liste di ispirazione civica e da un partito nazionale, Noi Con l’Italia di Maurizio Lupi. Francesco di Lieto, avvocato e vicepresidente nazionale del Codacons, è appoggiato da Insieme osiamo, con il sostegno di partiti di estrema sinistra. L’ultimo candidato a primo cittadino è Antonio Campo è sostenuto da Catanzaro Oltre.

Messina al voto un anno prima della scadenza naturale dopo le dimissioni di De Luca

Dopo le dimissioni di Cateno De Luca, che ha deciso di candidarsi alle regionali, a Messina si voterà un anno prima rispetto alla scadenza naturale. Cinque gli aspiranti sindaco. Il centrodestra – ad eccezione della Lega – converge su Maurizio Croce, ex assessore regionale al territorio, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito animalista, Udc, Noi con l’Italia-Dc, Maurizio Croce sindaco, Ora Sicilia e Giovani per Me.

Il sindaco uscente appoggia Federico Basile, fino a poche settimane fa direttore generale del Comune. Basile trova il sostegno di Prima l’Italia – il nome dalla Lega per queste amministrative -, di Con de Luca per Basile sindaco, Orgoglio messinese, Senza se e senza ma, Gli amici di Federico, Insieme per il lavoro Clara Crocè, Mai più baracche, Amo Messina, Basile sindaco di Messina. Pd e 5stelle puntano su Franco De Domenico, segretario comunale del Pd a Messina dal maggio 2021. De Domenico trova l’appoggio anche di +Europa, Europa Verde e Articolo Uno.

A rappresentare la sinistra più estrema Luigi Sturniolo, da sempre attivista nei movimenti sociali, è il candidato a sindaco per Messina in Comune. La lista Futuro, trasparenza e libertà si presenta con il medico Salvatore Totaro.

quattro i candidati a Barletta

Anche a Barletta elezioni in anticipo di un anno dopo la sfiducia di Cosimo Cannito. Aspirano al titolo di primo cittadino quattro candidati. Il centrodestra, con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e altri partiti, si presenta puntando ancora su Cannito.Il centrosinistra scende in campo con Santa Scommegna. Il Movimento 5stelle corre da solo con Maria Angela Carone, Italia viva sostiene invece Carmine Doronzo.

A Taranto l’ex sindaco Melucci si ricandida con il centro-sinistra dopo la sfiducia

Quattro i candidati sindaco in corsa per le amministrative di Taranto. Dopo la vittoria arrivata per soli mille voti al ballottaggio nella tornata del 2017, il sindaco Rinaldo Melucci del Partito democratico è stato sfiduciato a novembre da 17 consiglieri comunali. Melucci ci riprova ed è il candidato 2022 del centrosinistra, sostenuto da Pd e 5stelle e alcune liste civiche.

Il centro-destra unito converge su Walter Musillo, che trova il sostegno di una coalizione denominata Grande Alleanza che unisce Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi con l’Italia, Prima l’Italia ed altri partiti minori.

Il giornalista Luigi Abbate trova l’appoggio di Partito meridionalista, Taranto next generation, Taranto senza Ilva e l’attuale consigliere comunale e operario dell’Ilva Massimo Battista è invece sostenuto da Una citta per cambiare, Periferie al centro, Taranto città normale.

i comuni del Sud al voto con oltre 15mila abitanti

In Campania urne aperte a Capua, Mondragone, Acerra, Nola, Portici, Pozzuoli, Sant’Antimo, Somma Vesuviana, Agropoli, Mercato San Severino e Nocera Inferiore.

I maggiori comuni calabresi al voto sono Acri, Paola e Palmi.

In Puglia si vota a Bitonto, Castellana Grotte, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Molfetta, Polignano a Mare, Santeramo in Colle, Terlizzi, Canosa di Puglia, Galatina, Galatone, Castellaneta, Martina Franca, Mottola, Palagiano e Sava.
In Basilicata l’unico comune con più di 15mila abitanti con le urne aperte sarà Policoro, mentre in Sicilia al voto Sciacca, Palma di Montechiaro, Niscemi, Aci Catena, Palagonia, Paternò, Scordia, Pozzallo, Scicli, Avola ed Erice. In Sardegna oltre ad Oristano, anche Selargius.

Regole di voto differenti in base alla grandezza del comune

Nei comuni con meno di 15mila abitanti diviene primo cittadino chi ottiene la maggioranza relativa dei voti e si prevede il ballottaggio solo nel caso di parità assoluta di voto tra i due candidati. Non è ammesso il voto disgiunto e si assegnano i due terzi dei seggi totali alle liste collegate al sindaco eletto. Gli altri seggi vengono ripartiti tra le altre liste proporzionalmente.

Nei comuni con più di 15mila abitanti vince il candidato con la maggioranza assoluta dei voti validi (il 50% + 1, in Sicilia la percentuale è fissata al 40%) ma si prevede il ballottaggio se al primo turno non si raggiunge la soglia prefissata. È inoltre è permesso il voto disgiunto, quindi si può votare per una lista che appoggia un possibile sindaco e un candidato di un altro schieramento. Per i comuni più grandi è prevista la soglia di sbarramento e le liste che otterranno meno del 3% non entrano in consiglio comunale. Le liste collegate al sindaco eletto con almeno il 40% dei voti, o eletto al ballottaggio, otterranno il 60% dei seggi grazie al premio di maggioranza.

Giorgia Caianiello
Ho conseguito la laurea magistrale in Governo e Politiche alla Luiss Guido Carli di Roma. Sono appassionata di libri e cultura classica. Nel tempo libero scrivo poesie e corro.
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