sabato 3 Dicembre 2022
Home#mezzogiornoIntesa Sanpaolo e commissari Zes Sicilia insieme per rilancio economia marittima 

Intesa Sanpaolo e commissari Zes Sicilia insieme per rilancio economia marittima 

L'accordo tra Intesa Sanpaolo e i commissari delle Zes siciliane favorisce lo sviluppo dell’attività portuale e dell’economia a essa collegata con importanti impatti positivi per l’entroterra dell’isola

Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con i commissari straordinari delle Zone economiche speciali siciliane, i professori Carlo Amenta per la Sicilia Occidentale (Palermo) e Alessandro Di Graziano per la Sicilia Orientale (Catania), per favorire lo sviluppo dell’attività portuale e dell’economia a essa collegata con importanti impatti positivi anche per l’entroterra dell’isola. Il protocollo sottoscritto ha tra gli obiettivi il supporto agli investimenti sostenibili delle piccole e medie imprese operanti nelle Zes regionali, attività di reshoring, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera, corsi di formazione dedicati al management delle aziende attive nell’area, iniziative a elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori.

Intesa Sanpaolo metterà inoltre a disposizione Incent Now, la piattaforma digitale frutto della collaborazione con Deloitte, che permette alle imprese clienti di avere informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei nell’ambito della pianificazione del Pnrr. Per accelerare la crescita dell’economia meridionale, la Banca partecipa sin dal 2017 alla valorizzazione delle Zes del Mezzogiorno per le quali ha predisposto un plafond di 1,5 miliardi di euro per nuovi investimenti.

Il Gruppo ha già promosso le Zes presso investitori internazionali con specifiche missioni all’estero, come quelle di Dubai e Pechino, e ha attivato un desk specializzato che offre servizi di consulenza tecnica e finanziaria. Il Pnrr ha inoltre destinato 56,8 milioni di euro alla Zes Sicilia Occidentale e 61,4 alla Zes Sicilia Orientale. La collaborazione con i commissari straordinari delle Zes siciliane rientra nell’ambito di Motore Italia, il programma strategico della Banca che prevede finanziamenti e iniziative per consentire alle piccole e medie imprese sia di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica, sia di rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

“La piena operatività delle Zes meridionali permetterebbe al Mezzogiorno di diventare la piattaforma logistica e produttiva del Mediterraneo, capace di ‘fare sistema’ con i porti del Nord Italia e creare così valore aggiunto per l’industria portuale nazionale e il suo indotto”, ha spiegato Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo.

“Grazie a questo accordo rinnoviamo il nostro sostegno all’intera filiera siciliana dell’economia marittima. Mettiamo a disposizione delle imprese del settore nuovo credito e supporti operativi per accelerare la ripresa economica con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. In questo quadro di profonda trasformazione, il nostro Gruppo da qui al 2026 ha in programma un piano su scala nazionale di erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI, con i quali contribuire attivamente al rilancio del Paese in stretta correlazione con gli obiettivi del Pnrr”, ha continuato.

“Lo strumento di cooperazione con Intesa Sanpaolo -ha affermato Carlo Amenta, commissario straordinario Zes Sicilia Occidentale – è fondamentale per l’avvio delle attività di sviluppo di questa Zona economica speciale. La relazione con l’istituto bancario consentirà di promuovere l’area presso un’ampia platea di imprese, mettendo così in evidenza le eccezionali opportunità di investimento nella Zes con conseguente aumento delle possibilità di insediamento di iniziative economiche di alto livello”.

“Obiettivo comune delle Zes, sotto l’impulso della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, è spingere il Mezzogiorno a diventare uno dei grandi hub logistici del Mediterraneo”, ha dichiarato Alessandro Di Graziano, commissario straordinario della Zes Sicilia Orientale.

“La sfida -ha continuato- è attrarre attività nell’ambito dei network globali della produzione ed al contempo supportare la crescita delle realtà già insediate aggredendo tutti quegli aspetti che storicamente hanno rappresentato le maggiori criticità per gli investitori e costituito gap di competitività del nostro territorio. In tale contesto la ZES può diventare luogo di sperimentazione di una visione ‘smart’ del sistema retroportuale, attraverso il coinvolgimento delle università, degli attori dei processi economici e produttivi e degli enti di riferimento. Il protocollo con Intesa Sanpaolo è da inquadrare in questa visione, diventando uno strumento in più per incrementare l’attrattività dei territori di riferimento della Zes”.

Secondo un’analisi di Srm – centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, i porti della Sicilia sono al secondo posto (dopo la Liguria) in Italia e primi nel Mezzogiorno per movimentazione portuale. Nel 2021, l’isola, attraverso le Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Occidentale (con Palermo porto principale), Mar di Sicilia Orientale (con capofila lo scalo di Catania) e con i porti di Messina e Milazzo che fanno parte dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, ha movimentato oltre 66 milioni di tonnellate di merci, pari al 14% dell’Italia.

Sono molti i primati dei singoli porti: Augusta è il terzo in Italia per rinfuse liquide e Milazzo occupa il quarto posto. Bene anche gli scali di Palermo, Catania e Messina nel segmento Ro-Ro: ogni porto movimenta 7 milioni di tonnellate di merci e per questo condividono il quinto posto nella classifica italiana, ma la loro massa critica complessiva li posiziona al primo posto facendo competere la Sicilia con la Toscana. Messina si conferma inoltre il primo porto italiano nel comparto passeggeri con un flusso di circa 16,5 milioni di unità (il 38% dell’intero Paese).

La funzione del mare è strategica nel trade siciliano. L’import-export via mare dell’isola copre, infatti, l’88% del fatturato complessivo con l’estero contro il 36% dell’Italia. La regione importa via mare soprattutto dal Medio Oriente e i suoi prodotti sono diretti principalmente verso l’Unione europea. Ai primi posti nel trade ci sono prodotti petroliferi e chimici.

spot_img

PRIMO PIANO

IN EVIDENZA