martedì 4 Ottobre 2022
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Draghi, Forum ‘Verso Sud’: “Vogliamo Mezzogiorno protagonista dei nostri tempi”

Le parole del premier e del Presidente della Camera dei Deputati Fico in apertura del Forum organizzato dal Ministero del Sud e della coesione territoriale insieme a The European House - Ambrosetti

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Villa Zagara, a Sorrento, dove questa mattina prende il via la due giorni del forum “Verso Sud. La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”. Ad accogliere il Capo dello Stato il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, il cui Ministero ha organizzato il forum insieme a The European House – Ambrosetti, il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Draghi: “Vogliamo un mezzogiorno protagonista dei nostri tempi”

“Dalla formazione di questo Governo, il Sud è al centro dell’azione dell’esecutivo, delle nostre politiche di rilancio del Paese”. Così il premier Mario Draghi.

Vogliamo che il Mezzogiorno torni ad avere la centralità che merita, in Italia e in Europa. Il quadro geopolitico che ci muta davanti presenta rischi, ma anche opportunità, in particolare per i Paesi del Mediterraneo. La giornata di oggi è un segno della nostra volontà di immaginare e costruire un Sud diverso. Un Mezzogiorno protagonista delle grandi sfide dei nostri tempi”. “Il Sud non era – e non è – dunque destinato a rimanere indietro”. Così il premier Mario Draghi al Forum ‘Verso Sud’ in corso a Sorrento. “L’evoluzione delle politiche pubbliche per il Meridione è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi, fallimenti”.

La storia economica del Sud raccontata da Mario Draghi

La storia economica del Sud nel Secondo Dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi. Dagli anni ’50 fino alla crisi petrolifera del ‘73, sospinto anche dagli investimenti pubblici, il Sud è cresciuto a una velocità superiore al Nord”.

“In quel periodo il rapporto tra il prodotto interno lordo pro capite del Mezzogiorno e quello del Centro-Nord è migliorato di 10 punti percentuali – dal 55 al 65 per cento. Tra la seconda metà degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000, le politiche di investimento hanno contribuito a restringere la forbice tra Nord e Sud, con impatti positivi sull’occupazione“.

Per il premier necessaria collaborazione tra investimenti pubblici e privati

“Il Mezzogiorno ha tutto il potenziale per convergere rapidamente verso il Centro-Nord. Per farlo, serve prima di tutto la giusta collaborazione tra investimenti pubblici e privati”. Così il premier Mario Draghi. Serve rafforzare la capacità amministrativa, a partire dalla giustizia, formare le competenze necessarie. E serve – ha aggiunto Draghi – puntare sui talenti troppo spesso lasciati ai margini, a partire dai giovani e dalle donne. L’Italia e l’Unione Europea devono collaborare per agevolare questo processo”.

Fico: “Mezzogiorno decisivo per obiettivo decarbonizzazione dell’Italia”

Il nostro Mezzogiorno costituisce la testa di ponte necessaria, la cerniera tra l’Europa e il Mediterraneo allargato. Un ruolo che discende dall’attrattività che il Sud presenta già ora in vari ambiti e dalle straordinarie prospettive di crescita”. Lo ha affermato il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo al forum sul Sud organizzato a Sorrento dallo Studio Ambrosetti. “Già oggi il Mezzogiorno gioca un ruolo decisivo e spesso dimenticato ai fini del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del nostro Paese, producendo circa il 52 per cento della quota nazionale di eolico, solare e bioenergia. Un contributo che potrà crescere sensibilmente utilizzando in modo adeguato le potenzialità di nuove energie. Il Mezzogiorno è poi, per posizione geografica, l‘hub naturale per lo sviluppo di nuovi corridoi energetici.

Il Pnnrpersegue il rilancio del Sud come priorità trasversale a tutte le missioni. E mette a disposizione delle regioni del Mezzogiorno un complesso di risorse pari a non meno del 40 per cento delle risorse territorializzabili. Si tratta in sostanza di circa 82 miliardi che possono, se utilizzati efficacemente, porre le basi per consolidare le specificità e le eccellenze del Mezzogiorno nel Mediterraneo allargato: dalla produzione di energie rinnovabili alla logistica portuale, dalle produzioni industriali di avanguardiaia al turismo ecosostenibile, dalla cultura alla ricerca” ha proseguito Fico.

Non meno importanti -ha aggiunto il presidente dell’Assemblea di Montecitorio- sono poi le riforme contemplate dal Pnrr, tra cui la semplificazione e il potenziamento delle competenze amministrative dei Comuni attraverso un reclutamento straordinario. Sono convinto che sarà possibile fare passi decisivi per rendere il Sud un volano di sviluppo sostenibile, in senso economico, sociale ed ambientale, per il nostro Paese e per l’Europa”.

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