lunedì 8 Agosto 2022
Home#attualitàCorte dei Conti Campania: standard efficienza in Pa ancora lontani

Corte dei Conti Campania: standard efficienza in Pa ancora lontani

La relazione della Corte dei Conti della Campania: Pa inefficiente, da sanità privata 41,4 mln fatture per prestazioni mai rese, rapporto debito/pil al 217% ma dati in miglioramento per la Procura regionale

“Alcune statistiche e le nostre sentenze ci dicono che la società campana è ancora lontana dal raggiungere quei traguardi e standard di efficienza della pubblica amministrazione che ci vengono richiesti dall’Unione Europea e che sono posti alla base dei finanziamenti che formano l’oggetto del Pnrr“. Lo ha detto il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania, Michele Oricchio, nella sua relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022.

Pa campana inefficiente e negligente

“Mi sembra – ha aggiunto – che non siamo riusciti a raggiungere un livello di efficienza nella pubblica amministrazione che sia anche in grado di offrirsi come esempio nei cittadini e in grado anche di ispirare quella necessaria empatia fra cittadini e amministrazioni, che è fondamentale per ogni migliore evoluzione della società meridionale e di quella campana in particolare”. Secondo Oricchio “dalle nostre sentenze rileviamo l’esistenza di numerosi settori della vita pubblica che, anche quando non subiscono effetti diretti della criminalità comune e organizzata, sono spesso caratterizzati da un intollerabile livello di inefficienza e negligenza.

Abuso discrezionalità amminisitrativa


Ci sono in alcune sentenze casi di un uso abnorme della discrezionalità amministrativa non finalizzata all’interesse pubblico. Nei nostri territori c’è bisogno di un esercizio di autocritica da parte della società civile, che non riesce a isolare fenomeni distorsivi della vita pubblica, demandando all’organo giudiziario la reazione alla diffusione di inciviltà e illegalità. Questo finisce per provocare difficoltà nel funzionamento degli organi giurisdizionali, che svolgono anche qui in Campania una funzione di supplenza anche sulle disattenzioni dei cittadini e della società, che devono essere più partecipi alla vita pubblica delle istituzioni locali”

Settore sanità è ancora territorio di caccia

“La sanità in Campania continua a essere un territorio di caccia di numerosi soggetti, pubblici e privati, che ritengono di poter utilizzare ingenti finanziamenti concessi nel settore della sanità non per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini, ma per lucrare indebitamente sulle prestazioni offerte” prosegue Michele Oricchio.

Sempre riguardo al settore della sanità, ma anche con riferimento a quello dell’università, Oricchio ha citato anche il “fenomeno particolarmente odioso” dell’esercizio di “funzioni non autorizzate da parte di pubblici dipendenti in violazione del principio di esclusività del rapporto che deve legare il dipendente pubblico alla sua amministrazione”.

Oricchio ha fatto riferimento a “personale medico che non sempre fa un uso corretto del sistema di intramoenia allargata. Su questo la Procura e la Sezione della Corte dei conti della Campania hanno esercitato la propria attività e la propria attenzione, c’è un filone di controversie piuttosto consistente”

Giustizia: nel 2021 emesse 1.307 sentenze

Durante l’anno 2021 la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania ha emesso complessivamente 1.307 sentenze di cui 105 di responsabilità, 21 su giudizi ad istanza di parte, 811 in materia di pensioni civili, 323 di pensioni militari e 47 di guerra. Relativamente alla materia pensionistica, si legge nella relazione, i ricorsi accolti sono stati 145, mentre quelli rigettati 711. In materia di responsabilità, sono state emesse condanne per un ammontare complessivo di 10.129.661,81 euro, risultando 161 parti assolte e 120 condannate. Sono stati richiesti e concessi 3 sequestri conservativi. Otto sono state le ordinanze emesse in tema di responsabilità e 285 in materia pensionistica.

rigore in utilizzo fondi o situazione peggiore di pre-pandemia

“Siamo in presenza di una situazione economico-finanziaria nazionale non semplice che si aggrava nelle regioni del Mezzogiorno, come la Campania. Essa impone comportamenti pubblici e privati assolutamente rigorosi, in grado di consentire il migliore utilizzo delle non illimitate risorse finanziarie oggi disponibili per la ripresa onde evitare che, diradatasi la ‘nebbia da Covid’, ci si ritrovi in un Paese caratterizzato da una condizione socio-economico-finanziaria peggiore dell’epoca pre-pandemia che andrà a pesare ulteriormente sulle future generazioni” ha continuato Oricchio.

il debito pesa sulle regioni del Sud

Oricchio ha citato “uno studio della ‘Rome Business School'” secondo il quale “il macigno del debito pesa in particolare sulle regioni meridionali italiane: il nostro Paese ha beneficiato negli ultimi anni dei tassi d’interesse bassi, riducendo l’esposizione agli investitori esteri e allungando la maturity del debito. Il buon uso dei fondi europei può migliorare la crescita strutturale, ma è necessario uno sforzo collettivo che coinvolga tutti i livelli di governo

217,2% il rapporto debito/pil in Campania

Il presidente della Corte dei conti della Campania ha ricordato le “differenze molto marcate” tra le regioni italiani in questo senso: “Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Marche e Piemonte hanno un debito-Pil intorno all’80%, il che rende il loro sistema economico migliore di quello tedesco e in linea con i Paesi europei più virtuosi. Di contro, il Meridione ha un rapporto debito-Pil del 230% con punte di oltre il 300%. La Campania si attesta al 217,2%.

da sanità privata 41,4 mln fatture per prestazioni mai rese

“In base all’accordo tra Regione Campania e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) stipulato il 28 marzo 2020 per far fronte all’emergenza Covid-19, ritenuto illegittimo dalla Procura della Corte dei conti della Campania, le cliniche private campane aderenti hanno emesso fatture per i mesi di marzo-maggio 2020 per un importo complessivo pari a 41.463.561,15 euro per prestazioni di cura mai rese“. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei conti della Campania, Maurizio Stanco, nella sua relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022.

I pagamenti disposti in base a tali fatture e non recuperati – ha spiegato Stanco – ammontano a circa 3 milioni e mezzo di euro, e ciò grazie all’effetto conformativo realizzatosi in seguito al tempestivo intervento dei militari della Guardia di Finanza, i quali, su delega della Procura contabile, hanno prontamente scongiurato la prosecuzione del pregiudizio instaurato con i pagamenti di prestazioni mai rese nonché stimolato processi di auto correzione mediante lo strumento del recupero compensativo su crediti, questa volta “reali”, successivamente maturati dai soggetti privati accreditati protagonisti di tale vicenda”.

L’importo non recuperato, ha ricordato il procuratore regionale, “è stato oggetto di 4 inviti a dedurre, con procedimenti in via di definizione. In sostanza, l’attività della Procura contabile ha scongiurato un danno da pagamento di prestazioni sanitarie mai rese né rendicontate pari a circa 40 milioni di euro e si sta attualmente procedendo per il recupero del pregiudizio che residua all’esito dell’effetto conformativo, pari ad oltre 3 milioni di euro”.

nel 2021 dati Procura migliorati ma occorre rafforzare impegno

“L’attività svolta nel 2021 dalla Procura regionale campana è migliorativa dei risultati dell’anno precedente, ma l’impegno deve essere rafforzato per proseguire nello sforzo di poter assicurare un’efficace tutela delle risorse pubbliche”. Lo scrive Maurizio Stanco. Nell’anno 2021 la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ha presentato 49 atti di citazione con 92 soggetti citati a giudizio e 49 inviti a dedurre per 130 soggetti. Sono state aperte e assegnate 6.082 istruttorie. Nel corso dell’anno 2021, spiega il procuratore regionale, “sono stati promossi tre sequestri conservativi, per un totale complessivo di 498.200,55 euro, autorizzati con decreti presidenziali, tutti oggetto di conferma da parte del giudice designato”.

I tre sequestri riguardano un docente universitario titolare di incarichi non autorizzati, un sequestro di 240mila euro contestuale alla citazione in giudizio, e due azioni cautelari attivate in sede d’invito a dedurre: “Una prima di 32mila euro relativa una condotta dolosa in pregiudizio dell’Inps tenuta da un dipendente che aveva illecitamente percepito compensi per attività di vigilanza inesistente e simulata, e un’altra di 226.050,16 euro per il mancato riversamento dei proventi erariali originati dalla raccolta del gioco del lotto, da parte di un concessionario di una ricevitoria”. Il dato dei recuperi in esecuzione delle sentenze di condanna nell’anno 2021 ammonta a 1.041.685,77 euro.

spot_img

PRIMO PIANO

IN EVIDENZA