domenica 4 Dicembre 2022
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La strategia della Sicilia per valorizzare beni confiscati alla mafia

Nell'Isola si trova il 37,5% dei beni confiscati o sottratti alla criminalità organizzata. Musumeci: "Dobbiamo dimostrare che un bene sottratto alla mafia può continuare a lavorare"

Il 37,5% degli immobili confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata si trovano in Sicilia, così come il 30% delle aziende. A fornire il dato è l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), aggiornati al 15 novembre 2021. 

Su 38.101 immobili confiscati o sequestrati in Italia, ben 14.315 (pari a circa il 37,5%) si trovano in Sicilia, di questi 7.126 sono già destinati, sia per finalità istituzionali sia per finalità sociali, mentre altri 7.189 sono ancora in gestione dell’Agenzia. Delle 4.686 aziende sottratte alla criminalità in tutta la Penisola, 1.449 (circa il 30%) hanno sede nell’isola, ma solo 543 sono già destinate.

La strategia della Regione per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata

La Sicilia, regione col “triste primato” del maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata, si dota di una Strategia regionale per la loro valorizzazione. “Sui beni confiscati si è scritto e detto tantissimo – ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci durante la conferenza stampa a Palazzo Orleans insieme all’assessore all’Economia Gaetano Armao E’ stata messa sotto accusa la gestione dell’Agenzia, su cui noi non esprimiamo alcuna valutazione nel merito, però obiettivamente quella normativa andava rivista tenuto conto che buona parte dei beni confiscati alla mafia non sono sempre stati restituiti al territorio. La Sicilia gioca un ruolo importante: il 37,5 dei beni confiscati alla criminalità ricade in Sicilia e la metà dei circa 14mila beni confiscati non risulta ancora in una corretta e razionale gestione. Insomma c’è tanto lavoro da fare”

Musumeci: “Dimostrare che un bene sottratto alla mafia può continuare a lavorare”

Per il governatore, “un bene sottratto dallo Stato alla mafia e non restituito al territorio, o non messo nelle condizioni di potere produrre, costituisce una sconfitta per lo Stato stesso. Noi – ha aggiunto Musumeci – dobbiamo dimostrare che un bene sottratto alla mafia può continuare a lavorare e che lo Stato rimane dalla parte dei cittadini e delle persone perbene”. La ‘Strategia’, elaborata dall’assessorato regionale all’Economia in collaborazione con la Segreteria generale della Presidenza della Regione, è stata approvata dal governo regionale. Tre gli obiettivi da raggiungere: rafforzare la capacità di collaborazione e cooperazione tra i soggetti istituzionali interessati alla gestione dei beni confiscati; fornire sostegno economico, finanziario e tecnico per chi vuole investire sul bene confiscato; terzo – “forse il più ambizioso” sottolinea Musumeci – la reintroduzione nel circuito dell’economia legale delle aziende che sono state sottratte alla criminalità organizzata. “Da parte nostra – ha concluso il governatore – c’è il massimo impegno e riteniamo assolutamente necessario mettere ordine in questo settore”.

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