sabato 3 Dicembre 2022
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Calabria: dal Next Generation Eu altri 3 mln per aziende agroalimentari

Lo rende noto il dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. L'assessore Gallo: "Obiettivo è ammodernamento tecnologico delle aziende agroalimentari"

Dal Next Generation Eu altri 3 milioni a sostegno dello sviluppo e dell’ammodernamento delle aziende agroalimentari regionali. Lo rende noto il dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, ufficializzando la pubblicazione del decreto con il quale si dispone lo scorrimento della graduatoria definitiva della misura 4.2.1 del Psr Calabria 2014/2020 (relativa alla meccanizzazione) per l’annualità 2020. Il provvedimento, disponibile sul portale istituzionale www.calabriapsr.it, formalizza anche l’incremento della dotazione finanziaria, inizialmente fissata a 2 milioni di euro ed ora salita a 5.027.873,93 euro, grazie ai fondi derivanti dal Piano per la ripresa dell’Europa.

Nello specifico, attraverso l’implementazione delle risorse, sarà possibile garantire adeguata copertura ad altri 14 progetti, che andranno ad aggiungersi ai 21 già finanziati. “L’obiettivo – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Galloè consentire l’ammodernamento tecnologico delle aziende agroalimentari calabresi. Per imprimere un’accelerazione a questo processo che riteniamo essere indispensabile e necessario, abbiamo avviato interlocuzioni con i servizi della Commissione Europea per negoziare una nuova modifica del piano finanziario del Psr Calabria 2014/2020, così da poter impiegare risorse del Next Generation Eu non utilizzate e da consentire ai nostri agricoltori l’acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e impianti idonei a permettere il conseguimento di miglioramenti in termini di redditività, competitività e sostenibilità ambientale”.

L’intervento è destinato a imprese, in forma singola o societaria, operanti nella trasformazione e nella commercializzazione di prodotti agroalimentari, comprese quelle che utilizzano materia prima da trasformare/commercializzare di provenienza extra-aziendale, ma in misura non inferiore ai 2/3 di quella complessivamente trasformata/commercializzata.

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