lunedì 5 Dicembre 2022
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Pnrr, quanto lo conoscono gli italiani?

Il 62% della popolazione ha una conoscenza approssimativa del Pnrr e la salute risulta essere la missione prioritaria per gli italiani, anche se ultima per fondi stanziati. Generazione Z e Sud Italia meno informati ma più fiduciosi. La ricerca Changes Unipol

Solo il 21% degli italiani, pari a circa 9 milioni di concittadini, vanta una conoscenza specifica del Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre il 62% ne ha una cognizione approssimativa. Appena il 5% della popolazione (pari a circa 2 milioni di italiani) ne ha una consapevolezza veramente approfondita; complessivamente, più di 8 su 10 (83%, pari a circa 36 milioni di concittadini), conoscono almeno di nome il Piano. È quanto emerge da una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, che ha analizzato conoscenza, interesse e fiducia nel Pnrr e nelle sue principali caratteristiche.

la conoscenza del Pnrr aumenta al crescere dell’età

La ricerca evidenzia, inoltre, come la conoscenza del Piano aumenti proporzionalmente al crescere dell’età: spicca tra i Baby Boomers (88% delle persone tra 57 e 74 anni conoscono, almeno di nome, il Pnrr) seguiti dalla Generazione X (83% delle persone tra 41 e 56 anni) ed è meno diffusa tra la Generazione Z (77% delle persone tra i 16 e i 26 anni conoscono, almeno di nome, il Pnrr ). I Millennials, coloro che hanno tra i 27 e i 40 anni, hanno una conoscenza complessiva appena sotto la media (80% conoscono, almeno di nome, il Pnrr), ma una padronanza del Pnrr sopra la media nazionale (23% rispetto a una media del 21%) e in linea con la popolazione più matura (24%).

a Bologna il maggior numero di intervistati con conoscenza approfondita

Bologna, con l’11% degli intervistati, guida la classifica delle Aree Metropolitane con la conoscenza più approfondita del Piano, percentuale doppia rispetto alla media delle altre città. Seguono Verona (9%) e Roma (7%). Gli abitanti del capoluogo scaligero spiccano tuttavia anche per l’alta percentuale di chi “non ne ha mai sentito parlare” (23%), seguiti a ruota dai torinesi (22%) e dai napoletani (21%).

una maggiore conoscenza del piano genera più fiducia

Quattro italiani su dieci vedono nel Pnrr uno strumento utile al rilancio del Paese, ma una maggiore conoscenza del piano genera una crescente fiducia con la percentuale degli ottimisti che sale al 54% tra coloro che ritengono di sapere in maniera specifica i contenuti del Piano. Tra quest’ultimi, l’elemento di maggior traino è rappresentato dalle competenze del Governo per spendere le risorse a disposizione (45%). Considerando la poca padronanza del tema, due italiani su tre (66%, pari a circa 29 milioni di concittadini) vorrebbero saperne di più su come le riforme del Pnrr contribuiranno concretamente alla ripresa del Paese. Un’esigenza maggiormente sentita dalle generazioni più mature (71% dei Baby Boomers) e da chi vive nelle Aree Metropolitane di Bari (75%), Bologna (73%) e Milano (71%). Sembra, al contrario, rappresentare una priorità meno marcata il saperne di più per la Generazione Z (60%) e per chi vive a Roma (60%) e Verona (61%).

73% di chi conosce piano ritiene che i fondi siano insufficienti

Il 73% di chi ha almeno sentito parlare del Pnrr ritiene che i fondi stanziati non saranno comunque sufficienti e, soprattutto, che serviranno altri fondi pubblici (51%, mentre la porzione di coloro che ritengono necessari anche fondi privati si attesta al 22%). Un’opinione diffusa soprattutto tra i Millennials (57%, rispetto al 51%, 50% e 45% riferibili, rispettivamente, a Generazione X, Generazione Z e Baby Boomers) e nelle Aree Metropolitane del centro (57% rispetto al 54% registrato al Nord e al 49% riscontrato al Sud).

A Napoli più ottimisti: il 35% pensa che i fondi risolleveranno il paese

A livello di Aree Metropolitane, soprattutto a Palermo (82%) e Verona (82%), percentuali ben superiori alla media italiana (73%), si ritiene che i fondi potrebbero non essere sufficienti, mentre Napoli vanta il dato più elevato di coloro che ritengono i fondi sufficienti a risollevare il Paese (35% contro una media italiana del 27%). Tra coloro che, invece, padroneggiano il Pnrr l’esigenza di ulteriori fondi scende al 60% e cresce molto chi ritiene siano necessari altri fondi privati, di cittadini e imprese, rispetto a quelli pubblici.

Generazione Z e Sud Italia meno informati, ma i più fiduciosi

Infine, tra coloro che ne hanno sentito almeno parlare, la Generazione Z (54%) risulta essere la più confidente nel Pnrr e nelle sue possibilità e, tra le Aree Metropolitane, spiccano per fiducia quelle del Sud Italia, a eccezione di Palermo (38%), con Napoli e Bari, dove si annovera, rispettivamente, il 57% e il 53%, di fiducia rispetto a una media italiana del 46%.

per gli italiani è la salute la priorità del Pnrr

Tra le sei missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è la salute la priorità degli italiani (31%), nonostante sia ultima per i fondi stanziati dal governo. ‘La quarta ondata della pandemia, e il numero crescente di contagi e malati ricoverati – si legge nella ricerca – comporta, inevitabilmente, riflessi e condizionamenti sui cittadini che, ad oggi, individuano in digitalizzazione, telemedicina e assistenza territoriale le necessità primarie per il futuro del Paese’. Al secondo posto ‘Rivoluzione verde e Transizione Ecologica’ (18%), missione che risulta al primo posto per fondi stanziati, davanti a ‘Inclusione e coesione sociale’ (17%), ‘Istruzione e ricerca’ (13%), ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’ (11%) e ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’ (10%). L’area ‘Salute’ è la prima necessità anche a livello locale ovvero considerando la realtà del luogo dove si abita (per il 29% degli intervistati delle varie Aree Metropolitane), in particolare a Bologna (45%), Verona (36%) e Torino (35%) mentre è meno rilevante a Napoli (22%) e Roma (21%), dove l’interesse è focalizzato sulle infrastrutture, che costituiscono la principale priorità (22% rispetto a 15% delle varie Aree Metropolitane).

città metropolitane del Sud sentono di più la missione “inclusione sociale”

A Palermo (26%), Napoli (25%) e Bari (24%) è molto sentito il tema dell’inclusione sociale, area di intervento non percepita a Bologna (10%). Verona, con il valore più elevato (24%) relativamente all’area ‘Rivoluzione verde e Transizione Ecologica’, si distingue per il maggior orientamento green al contrario di Torino (dove si registra solo il 5% di interesse). ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’ e ‘Istruzione e Ricerca’ risultano, infine, maggiormente percepite a Firenze (rispettivamente 15% e 18%) che in questi due ambiti supera di molto la media delle altre località.

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