martedì 6 Dicembre 2022
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Oltre 6 milioni gli italiani non vaccinati: Sicilia, Calabria e Campania tra le ultime della classe

L'impatto dei No Vax ricade su tutta la popolazione. Al Sud il minor numero di vaccinati, ma le regioni del Mezzogiorno procedono a velocità diverse. Il Decreto di Natale e le nuove limitazioni porteranno più persone a vaccinarsi?

Tra l’effetto Super green pass e la paura delle nuove varianti, a dicembre è stata una corsa ad hub vaccinali e farmacie. In attesa di sapere quali saranno gli effetti del Decreto di Natale, approvato ieri dal Governo (leggi qui tutte le misure), circa il 10% degli italiani che aveva deciso di non immunizzarsi si è sottoposto almeno alla prima dose di fronte alle limitazioni approvate in precedenza. Sono state superati i target fissati dal Commissario Francesco Figliuolo per il mese di dicembre e nelle ultime settimane il numero di nuove dosi è aumentato fino a superare le 30mila somministrazioni in 24 ore. Secondo i dati sul sito del Governo, sono oltre 46 milioni (85,4%) gli italiani sopra i 12 anni che hanno completato il ciclo vaccinale. La cifra arriva all’88,62% contando coloro che hanno effettuato almeno una dose.

No Vax, Boh Vax e irraggiungibili: oltre 6 milioni gli italiani che non si vaccinano

Chi manca all’appello? Oltre 6,1 milioni di individui, il 12% della popolazione vaccinabile che non si lascia convincere nemmeno di fronte alle nuove restrizioni. In questi 6 milioni rientrano gli irriducibili No Vax, ideologicamente contrari alla somministrazione dei vaccini anti-Covid, gli indecisi Boh Vax, ago della bilancia nelle campagna di comunicazione vaccinale, e i cosiddetti “irraggiungibili“, individui che abitano in zone rurali e isolate, spesso anziani soli con difficoltà di accesso alle piattaforme di prenotazione. Secondo un sondaggio IPSOS di agosto, il No Vax medio vive nel Nord-Est, ha tra i 35 e i 49 anni, la licenza media, è artigiano o commerciante, inoccupato, vota a destra, si informa sui social ed ha una condizione economica bassa. Tuttavia, tra l’alta quota degli “irraggiungibili” e le inefficienze delle strutture sanitarie del Sud, sono le regioni del Mezzogiorno a contare il minor numero di vaccinati.

il sud procede a velocità diverse

I dati del Laboratorio del Sole 24ore


Sulla base dei dati del Laboratorio del Sole 24Ore, è la Sicilia la regione con la percentuale maggiore di non vaccinati. Calabria e Campania occupano il terzo e quarto posto. Migliori le performance di Puglia e Basilicata: la percentuale dei non vaccinati è al di sotto della media nazionale (16,8%). Già a maggio Sicilia e Calabria si erano rivelate le ultime delle classe per numero di immunizzazioni a causa di debolezze ed inefficienze delle strutture sanitarie.

A giugno il monitoraggio Gimbe aveva rivelato notevoli disparità nelle regioni del Sud rispetto al ritmo delle vaccinazioni: le percentuali di doppie dosi in Basilicata e Puglia era al di sopra della media nazionale, mentre Campania, Calabria e Sicilia avevano registrato performance peggiori. La ritrosia e la paura a vaccinarsi di alcune regioni del Sud si riscontra anche nei dati relativi alla fascia 5-11 anni, per cui le vaccinazioni sono aperte dal 16 dicembre. Alcune regioni corrono più di altre e il Nord ha in media più prenotazioni rispetto al Sud. Lombardia e Lazio in testa, con il 4,5% e il 4% di prime dosi. Agli ultimi posti Calabria (1,4%) e Sicilia (1,2%).

Piazze, web e social: dove gli irriducibili alzano la voce

Tra manifestazioni ed escamotage imbarazzanti per ricevere il green pass senza vaccino, i No vax, gl ideologicamente contrari a ricevere la somministrazioni, si fanno sentire.

Su tutta la penisola continuano le proteste in piazza: da gennaio al 6 dicembre 2021, delle oltre 15,8 mila le proteste di rilievo, 4,674mila le manifestazioni no vax o no green pass.
Trieste è diventata la città simbolo delle manifestazioni, ma le piazze dei maggiori capoluoghi di regione (Milano, Roma, Firenze, Napoli e Palermo) hanno ospitato cortei e sit-in di protesta.

Forte l’eco dei No Vax sui media. In prima pagina il dentista di Biella che ha tentato di farsi inoculare il vaccino su un braccio di silicone. Ospite ad una trasmissione di La7, il medico ha ammesso di essere alla ricerca di visibilità: “Non volevo truffare nessuno. Si vedeva da lontano che il braccio era finto. Volevo che si creasse una situazione di scompiglio, che si creasse un po’ di audience per lanciare la mia piccola protesta”.
Degli ultimi giorni la notizia del giro delle false vaccinazioni a Palermo. Sono stati arrestati il leader no vax Filippo Accetta e l’infermiera che faceva finta di somministrare le dosi in cambio di 100 euro per ogni finto vaccino.

pandemia reale e virtuale

Chat Telegram per l’acquisto di Green Pass

Regno incontrastato di fake news, i social network sono l’ambiente più adatto per la circolazione di bufale e il canale preferito dai No Vax per informarsi e per alimentare la diffidenza nei confronti del vaccino. “Dai falsi Green pass al dissenso organizzato, sui social media e app di messaggistica si può parlare di una vera e propria regia No Vax”: è quanto emerge dal rapporto “Disinformazione pandemica. Le nuove sfide per l’informazione globale” realizzato dalla Fondazione Mesit – Medicina Sociale ed Innovazione Tecnologica, in collaborazione con l’Università Roma Tre, Tor Vergata e Reputation Menager. Telegram la principale piattaforma di comunicazione dei No Green Pass, per il minore controllo dell’app di messaggistica. Non a caso sulla piattaforma era possibile acquistare falsi Green Pass per centinaia di euro. Dal monitoraggio di conversazioni online riferite ai vaccini da maggio a fine novembre 2021, lo studio ha rilevato una netta crescita (+49%) di contenuti potenzialmente fake relativi alla pericolosità degli effetti avversi dei vaccini. Emerge che oltre 7 false informazioni su 10 riguardano reazioni gravi e decessi post vaccinazione mai documentati, finti occultamenti di morti da parte di Ema e Aifa.

Campania, Calabria e Sicilia: le denunce dei governatori

Se i social sono stato un habitat fortunato per la diffusione di teorie No Vax, d’altra parte le istituzioni cercano di avvicinarsi ai più restii alle vaccinazioni proprio su questi canali, soprattutto nei territori dove il dissenso è più forte.
Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca condivide da inizio pandemia forti messaggi e video per educare i corregionali al distanziamento e alle regole covid. Sui propri canali social diffonde quotidianamente il bollettino con i dati sulle vaccinazioni e non nasconde la propria opposizione per i no vax. “Buttate a mare i no vax, che sono una banda di imbecilli e di irresponsabili, ha recentemente dichiarato il Governatore in una manifestazione a Casoria insieme ad altri sindaci.

Il Governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto, molto attivo anche sui social rispetto al tema vaccini, ha affermato che le nuove misure dovranno riguardare solo i no vax: “Trovo irragionevole non vaccinarsi, perché mi fido della scienza. Le eventuali restrizioni per i non vaccinati non sarebbero una punizione, ma la diretta conseguenza di una loro libera scelta. Non si può pensare che le conseguenze di una libera ma irresponsabile scelta possano essere patite dalla maggioranza della popolazione che si è vaccinata. Chi ha scelto la scienza non può pagare il prezzo dell’irresponsabilità altrui.

Forti anche le parole del Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci: “Il vaccino rimane l’unico rimedio per non finire al cimitero. In Sicilia abbiamo 382 ricoverati per Covid, l’80% dei quali non ha fatto vaccino”. Rispetto all’obbligo vaccinale, Musumeci ribadisce che “c’è uno zoccolo duro di irriducibili e se l’adozione di questo drastico provvedimento dovesse servire a salvaguardare interessi generali, non sarebbe un problema di presidente di destra o sinistra. In alcuni casi particolari lo Stato ha il diritto-dovere di sospendere momentaneamente alcune libertà individuali.

l’impatto dei no vax: limitazioni e obbligo vaccinale a comparto scuola e sicurezza. Ipotesi per PA

Il virus si diffonde soprattutto tramite chi non si immunizza. A pagarne il prezzo, tutti gli italiani.
Nuove restrizioni, mascherine all’aperto, obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori.
Con l’aumento di contagi e varianti, sono queste le misure proposte dalla Cabina di regia del 23 dicembre per evitare la propagazione del virus e il sovraffollamento delle terapie intensive. Già dal 15 dicembre il Governo aveva ampliato la platea dei lavoratori soggetti all’obbligo vaccinale. Dal 15 dicembre, oltre al personale sanitario e delle Rsa, anche docenti e personale amministrativo della scuola, militari, forze di polizia e personale del soccorso pubblico. Tre le ipotesi del decreto del 23 dicembre, l’obbligo vaccinale per le pubbliche amministrazioni. A ottobre era del 7,8% la percentuale di dipendenti pubblici non vaccinati, pari circa 250mila persone. Alcuni ministri, in prima linea Renato Brunetta, spingono per l’introduzione dell’obbligo vaccinale ai lavoratori a maggior contatto con il pubblico. Tra questi, i dipendenti di bar e ristoranti e il front office delle pubbliche amministrazioni.

il costo sociale dei non immunizzati: servizio sanitario, settore terziario e gli stessi no vax

Ma chi subisce l’impatto dei circa 6 milioni di italiani che non vogliono immunizzarsi? Il servizio sanitario nazionale, in primis. Sulla base di uno studio dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica, è stato di 64 milioni di euro il costo del ricovero in ospedale dei no vax malati di Covid in un mese (20 agosto-19 settembre).
La cifra ricade sulle regioni e sulle tasse dei singoli contribuenti. Meno sono i vaccinati, più ne risentono i loro corregionali. A pagare il prezzo dei manifestanti no vax che oramai ogni week end popolano le piazze da Nord e Sud, il settore terziario, già fortemente colpito dalla pandemia. Intere città sono state bloccate da proteste sempre più ripetitive, che hanno reso inaccessibili negozi, bar e ristoranti. Subiscono le peggiori conseguenze del Covid-19, gli stessi No Vax, come rilevano i dati degli ospedali monitorati dalla Federazione italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). La pandemia procede a due velocità: accelera per quanto riguarda il numero dei no vax, frena in relazione ai pazienti vaccinati. L’incremento dei non vaccinati nei reparti ordinari è del 16,7%, diminuiscono invece del 2% i vaccinati ricoverati.

Secondo uno studio dell’Istituto superiore di sanità, senza il vaccino Anti-Covid l’Italia avrebbe registrato 22mila morti in più, altri 445mila casi, 79mila ricoveri e quasi 10mila ammissioni nelle terapie intensive. Nonostante l’evidenza degli effetti positivi del vaccino, i No Vax tengono duro. Ma la loro libertà di scelta ha un prezzo. Compromette il diritto di tutti ad avere un efficiente sistema sanitario.

Giorgia Caianiello
Ho conseguito la laurea magistrale in Governo e Politiche alla Luiss Guido Carli di Roma. Sono appassionata di libri e cultura classica. Nel tempo libero scrivo poesie e corro.
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