martedì 18 Gennaio 2022
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Salute, Istat: Italia primato prevenzione Ue ma Sud resta indietro

Secondo rapporto Istat, con riferimento al 2019, Italia registra livelli superiori a media europea per prevenzione. Persistono differenze territoriali, al Sud e nelle Isole valori bassi e gap da superare

Italia virtuosa per la prevenzione in tema di salute, settore in cui registra livelli superiori alla media europea. Ma con un gap ancora da superare al Sud. E’ il quadro generale tracciato dal rapporto Istat ‘Prevenzione e fattori di rischio per la salute in Italia e in Europa’ che si riferisce al 2019, prima della crisi pandemica, periodo in cui gli indicatori di prevenzione per la popolazione adulta in Italia risultavano in miglioramento.

L’indagine indica che il 70,9% delle italiane 50-69enni avevano fatto un controllo mammografico negli ultimi 2 anni (65,9% la media Ue a 27). Ma con molte differenze: al Nord quote elevate simili a quelle della Danimarca, al Sud e nelle Isole valori bassi, poco sopra quelli dei Paesi dell’Europa dell’Est. Tra i vari fattori di rischio, nell’Ue 27 l’Italia conferma livelli molto bassi di obesità e una percentuale minore di fumatori abituali. Resta però ancora troppo contenuta la quota di adulti che svolgono attività fisica secondo i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità per migliorare le condizioni di salute.

Alcune cifre: si attesta al 36,3% la quota di 50-69enni che avevano fatto almeno un controllo negli ultimi 2 anni per il cancro al colon-retto, 52,6% nel Nord-est, 19,6% al Sud. E’ invece del 64% la percentuale di ragazzi di 5-17 anni che eccedono in abitudini sedentarie (per 7 ore o più al giorno). E sono 2,4 milioni le persone di 15 anni e più che consumano ogni giorno bevande zuccherate, il 5,5% del totale, mentre è di 9,1% la media Ue 27.

Nel nostro Paese il controllo periodico della pressione arteriosa, dei valori nel sangue di colesterolo e glicemia e della pressione arteriosa – utile per la prevenzione tra le persone senza problemi di salute e per evitare peggioramenti in quelle già affette da patologie – è meno diffuso tra gli uomini al Sud. Tra chi nel 2019 non aveva effettuato i controlli negli ultimi 12 mesi, si osservano infatti percentuali più basse tra i residenti nelle regioni meridionali e nelle Isole, in particolare nel sesso maschile, e quelli più elevati tra i residenti nel Nord-Est. Questo il quadro che emerge dal rapporto.

Per quanto riguarda questi esami di routine, negli adulti di 25-64 anni si osservano significative differenze di comportamento, sia per genere sia per territorio. Circa uno su 10 non si è mai fatto controllare il colesterolo e la glicemia nel sangue; per gli uomini residenti nelle Isole i valori salgono rispettivamente a 13,1% e 14%. La pressione arteriosa non è mai stata controllata dal 6,2% degli adulti di 25-64 anni, dal 7,1% degli uomini di questa fascia di età e dal 9,7% degli uomini residenti al Sud. Più in generale nella popolazione di 15 anni e più, nel 2019, l’89,8% ha fatto un controllo del colesterolo nel sangue almeno una volta nella vita, poco più dell’89% della glicemia e il 92,8% della pressione arteriosa tramite personale sanitario. Rispetto al 2015, i valori aumentano solo per gli uomini, sia per il colesterolo (da 87,2% a 88,9%) che per la glicemia (da 86,2% a 88,1%) e, per entrambi i sessi, per il controllo della pressione arteriosa (uomini da 89,8% a 91,9%, donne da 92,3% a 93,6%).

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