lunedì 29 Novembre 2021
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Carfagna, export: “fondi Fse e Pnrr per aiutare aziende del Sud”

Il ministro è intervenuto all'incontro del Maeci 'Il Pnrr alla sfida dell’export'. Tra i temi: internazionalizzazione Pmi del Sud e formazione di export manager


“Siamo di fronte ad un clima estremamente positivo per l’export italiano e proprio per questo dobbiamo concentrare le nostre energie per consentire alle aziende piccole e medie del Mezzogiorno di giocare ad armi pari con quelle del Centro-Nord e di beneficiare anch’esse delle enormi potenzialità offerte dai mercati globali”. Ad affermarlo è Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale nel corso del suo intervento all’incontro organizzato dal Maeci ‘Il Pnrr alla sfida dell’export’.

“Per farlo – sottolinea il ministro – dobbiamo abbattere le barriere e gli ostacoli all’internazionalizzazione delle Pmi del Sud. Il Pnrr interviene anche su questo: il 40% degli 1,2 miliardi del Piano (pari a 480 milioni) dedicati al rifinanziamento del cosiddetto Fondo “394/81” gestito da Simest è destinato alle imprese con sede in una delle regioni del Mezzogiorno, in parte come finanziamento agevolato e in parte come finanziamento a fondo perduto, per sostenere quegli investimenti che più possono aiutarle ad accedere ai mercati internazionali e ad essere competitive: la partecipazione a fiere, mostre internazionali e missioni di sistema, lo sviluppo delle proprie piattaforme di commercio elettronico, la transizione digitale ed ecologica”.

Ci sono anche altre risorse oltre a quelle del Pnrr, “nell’ambito del ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2021/2027 – sottolinea Carfagna – dedicheremo una quota importante del Pon ‘Competitività, ricerca e innovazione’ agli interventi per l’internazionalizzazione, grazie anche alla collaborazione col ministro Di Maio che si è dimostrato molto sensibile all’argomento. Per quanto concerne i fondi europei si dovrà anzitutto continuare a investire, come abbiamo già iniziato a fare, nella formazione e messa a disposizione delle aziende degli ‘export manager’, figure professionali sempre più necessarie, capaci di analizzare i mercati esteri, mappare le potenzialità e i rischi e offrire all’imprenditore un quadro chiaro del Paese dove intende esportare”, conclude il ministro.

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