lunedì 29 Novembre 2021
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Reddito di cittadinanza 2022, verso il restyling della misura bandiera M5S

Riconfermato il rifinanziamento del sussidio per il 2022, ma scatteranno correttivi e controlli anti furbetti. Da gennaio in pensione i 2.500 navigator

Confermato il rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza per il 2022. Con l’approvazione del Disegno di legge di bilancio da parte del Consiglio dei Ministri in data 28 ottobre, si prevede un fondo aggiuntivo di circa 1 miliardo a partire da gennaio. Saranno 8,8 miliardi le risorse disponibili per la misura bandiera del Movimento 5 Stelle, tra lo stanziamento già previsto e i nuovi fondi, lo stesso ammontare del 2021. La Manovra stanza 1.065,3 milioni di euro dal 2022 al 2029 per la misura.

Una vittoria per il Movimento 5 stelle, che dopo la deludente performance alle amministrative, ha ottenuto senza troppe obiezioni il rifinanziamento dell’istituto di welfare. Il Reddito di cittadinanza, in vigore da marzo 2019, associa l’erogazione di un sussidio economico ad un percorso di reinserimento lavorativo o sociale. Il sussidio decade se il beneficiario occupabile rifiuta le tre offerte di lavoro proposte. Per un approfondimento sulla misura, clicca qui.

un’inefficace politica ponte per il lavoro

Aldilà dei cliché e della guerra ideologica intorno alla misura, i dati ci dicono che l’istituto pentastellato non è riuscito ad imporsi come efficace strumento di inserimento sul mercato del lavoro. Sulla base di un rapporto INPS, nel primo semestre 2021 i percettori della misura sono stati oltre 3,2 milioni. Di questi, oltre 2,1 milioni risiedono al Sud e nelle Isole, 631 mila al Nord e circa 450 mila quelli del Centro. L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 701 euro per le famiglie con quattro componenti. La platea dei percettori di Reddito di cittadinanza e di Pensione di Cittadinanza è composta da 2,53 milioni di cittadini italiani, 308 mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno Ue e circa 116mila cittadini europei. Secondo gli ultimi dati Anpal  – l’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro- al 30 settembre 2021 sono stati 1.109.287 i beneficiari della misura tenuti a sottoscrivere il Patto per il lavoro. Di questi, la percentuale di coloro presi in carico dai Servizi per l’impiego è stata del 37,9%.

Secondo Carlo Cottarelli, l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale, a non funzionare, nel meccanismo del Reddito di cittadinanza, è soprattutto l’avvicinamento al mercato del lavoro. In un recente video Cottarelli ha affermato che la misura costituisce un deterrente alla ricerca del lavoro, soprattutto per i single e per alcune realtà del Sud. Tra le maggiori falle della misura, il difficile coordinamento tra la pletora di soggetti coinvolti per l’applicazione dello strumento -Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Regioni, ANPAL, INPS, Poste, CAF, patronati, Centri per l’Impiego, Comuni, servizi specialistici ed enti di formazione, enti del terzo settore e imprese.

il fenomeno dei furbetti del reddito: sottratti indebitamente allo Stato circa 48 milioni

Con la bozza del ddl bilancio aggiornata al 10 novembre, si conferma l’impianto d ddl del 28 ottobre, con una stretta sui controlli e correttivi. La mancanza di controlli adeguati ha generato il fenomeno dei “furbetti” del reddito. In molti hanno ricevuto l’assegno senza averne diritto per mancanza di controlli. Da ultimo, la maxi truffa che ha sottratto allo Stato circa 20 milioni, ad opera di un gruppo di cittadini che si rivolgevano ai Caf con codici fiscali di centinaia di rumeni – mai stati in Italia- dichiarando l’esistenza di questi cittadini, la loro residenza in Italia e il diritto a percepire il sussidio. Coinvolti anche degli impiegati dei Caf, che in alcuni casi hanno ricevuto un compenso di 10 euro per ogni pratica, in altri, quando si rifiutavano, sono stati minacciati. Nel mese di ottobre sono stati 109 gli indagati nella provincia di Bari e di BAT: avrebbero indebitamente percepito il sussidio sottraendo allo Stato oltre 900 mila euro. Tra questi, condannati per mafia e appartenenti a famiglie pregiudicate per reati mafiosi. O ancora, tra i percettori della misura proprietari di auto di lusso, genitori di figli inventati, o che hanno omesso di essere sposati per cercare di ottenere il beneficio. Tra il 2019 e il 2021 sono stati sottratti indebitamente alle casse per lo Stato circa 48 milioni di euro. Truffe ed inchieste che mettono in luce le notevoli falle della misura, che necessita di una riscrittura, finalmente in arrivo.

più controlli ex ante ed ex post

La bozza della legge di bilancio prevede una stretta dei controlli ex ante ed ex post. Finora le richieste arrivate sono state accettate sulla base dei dati autocertificati da chi faceva domanda. Al momento l’Inps verifica i dati Isee prima dell’erogazione del sussidio, mentre quelli anagrafici e di residenza vengono verificati dopo. I dati del casellario giudiziario vengono controllati dopo l’erogazione del sussidio e a campione. La manovra dispone la verifica dei dati anagrafici prima della concessione del RdC e l’incrocio tra le banche dati dell’Inps con il casellario giudiziario. Da gennaio verrà esteso anche l’elenco dei reati incompatibili col Reddito.

5 euro in meno al mese dopo il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua

Dal 2022 saranno attivati meccanismi di riduzione proporzionale dell’assegno e inasprimenti delle sanzioni. Anche una sola assenza ingiustificata all’appuntamento con il centro per l’impiego determinerà la perdita del sussidio, che verrà revocato al secondo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua. L’assegno inizierà a calare di 5 euro al mese dopo il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua. Secondo la bozza della manovra, l’offerta si considera congrua se il lavoro dista 80 km dalla residenza o se vi si arriva in 100 minuti con mezzi di trasporto pubblico. Alla terza offerta, salta il vincolo territoriale: sarà congrua un offerta di lavoro su tutto il territorio italiano.

navigator in pensione e obbligo di immediata disponibilità al lavoro

Addio anche ai 2.500 navigator, le figure incaricate di aiutare i percettori della misura a trovare un impiego e che hanno suscitato non poche polemiche per loro inefficienza. Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha messo in evidenza i costi esorbitanti legati ai navigator, con i quali “ci sono stati 423 assunti, nel triennio 2019-2021, e sono stati stanziati 516 milioni. Vuol dire che ognuno ci è costato 400mila euro all’anno”. Il nuovo testo fissa a dicembre la scadenza del contratto del navigator. Insorgono così i sindacati, pronti a scendere in piazza nei prossimi giorni per protestare. Le figure che dovevano aiutare i percettori della misura a trovare un impiego saranno sostituiti dalle agenzie di lavoro interinali, private, iscritte all’Albo e autorizzate dall’Anpal, che potranno “svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari di Rdc” e si affiancheranno quindi ai centri per l’impiego. Per ogni assunto sarà riconosciuto il 20% dell’incentivo previsto per il datore di lavoro. Inoltre, per incentivare il legame con il mondo del lavoro, i beneficiari dal 2022 avranno l’obbligo alla Did, cioé la “Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro”, che sarà automatica per i percettori RdC. La Legge di Bilancio 2022 stabilisce che la domanda di Reddito di Cittadinanza che non contiene le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro è improcedibile.

La Corte dei Conti, in un documento di aprile 2021, aveva espresso necessità di riformare la misura slegando lo strumento di contrasto di povertà da quello della ricerca del lavoro. Il principale obiettivo delle modifiche proposte è proprio quello di favorire l’inserimento lavorativo dei percettori del sussidio. Con una revisione dell’istituto di welfare, si spera che, da mera misura assistenzialista, possa essere migliorata la sua funzione di strumento ponte per il lavoro.

Giorgia Caianiello
Ho conseguito la laurea magistrale in Governo e Politiche alla Luiss Guido Carli di Roma. Sono appassionata di libri e cultura classica. Nel tempo libero scrivo poesie e corro.
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