lunedì 29 Novembre 2021
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Inapp, lavoro: è boom part-time. Penalizzati Under 30 e residenti al Sud

Essere donna, giovane e vivere al Sud continuano a rappresentare condizione di svantaggio. Il policy brief Inapp "Una ripresa... a tempo parziale"

Dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio pandemia, nel primo semestre del 2021 l’occupazione nel nostro Paese è ripartita, ma è sempre più part time che è il più delle volte involontario, non richiesto cioè dal lavoratore o dalla lavoratrice per esigenze previste dalla legge, ma proposto come condizione contrattuale di accesso al lavoro dalle imprese. È quanto emerge dall’anticipazione, resa nota il 17 novembre, del policy briefUna ripresa… a tempo parziale’ dell’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche (Inapp), che fotografa la ripresa occupazionale, attraverso i dati sui nuovi contratti attivati nel primo semestre e che a breve sarà disponibile sul sito dell’Istituto.

è part time oltre il 35,+% dei contratti primo semestre 2021

A giugno di questo anno, dei 3.322.634 contratti complessivamente attivati (di cui 2.006.617 a uomini e 1.316.017 a donne), oltre un milione e 187 (il 35,7%) sono part time. Questo dato presenta rilevanti differenze di genere: quasi la metà (il 49,6%) delle nuove assunzioni di donne è a tempo parziale, contro il 26,6% degli uomini. Il 42% dei nuovi contratti di donne associa al regime orario a tempo parziale anche una forma contrattuale a termine o discontinua, debolezza che riguarda solo il 22% della nuova occupazione maschile.

penalizzati under 30 e residenti al Sud

Nello specifico, la componente femminile rappresenta complessivamente il 39,6% del totale delle attivazioni, confermando il consolidato gap di genere. Si assiste, quindi, ad un numero di nuove attivazioni per le donne inferiore a quello degli uomini in valore assoluto, ma con un’incidenza del part time molto più consistente. Questa situazione si registra in tutte le tipologie contrattuali. Sul totale deli nuovi contratti a donne, sono a part time: il 54,5% nel tempo indeterminato, il 63,7% nel tempo determinato, il 44,5% in apprendistato, il 45,9 % in lavoro stagionale e il 42,4% % in somministrazione. L’essere under 30 e vivere al Sud continua a rappresentare una condizione di svantaggio ulteriore.

“La lettura di questi dati ci dice che la ripresa dell’occupazione in Italia rischia di non essere strutturale perché sta puntando troppo sulla riduzione dei costi tramite la riduzione delle ore lavorate”. Così Sebastiano Fadda, presidente di Inapp, commenta l’anticipazione. “La prudenza delle imprese – osserva – rischia di incrementare la fascia di lavoratori poveri e il gap di partecipazione e reddito esistente tra uomini e donne. Il traino del Piano di ripresa e resilienza dovrebbe essere invece l’occasione per spingere sulla creazione di lavoro stabile, perché senza la prospettiva di una graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro si rischia di avere effetti negativi sulla produttività e sulla competitività”.

In Sicilia, Calabria e Molise il 70% dei contratti attivati sono part time

A livello territoriale, nelle regioni del centro nord che hanno attivato le maggiori quote di contratti a donne, si riproduce il ‘fisiologico’ squilibrio di genere del part time sinora evidenziato. Spicca invece nel Sud, in particolare con Sicilia, Calabria e Molise, il legame il tra ridotto numero di contratti attivati e una percentuale di par time intorno al 70%, indice di una profonda instabilità di prospettiva della ripresa.

Part time e precarietà non sono ridotte dalla presenza di un incentivo alle assunzioni. Nel primo semestre del 2021 le assunzioni con diverso tipo di agevolazione sono state complessivamente 780.128, corrispondenti al 23,5% del totale delle assunzioni. Delle 291.548 assunzioni agevolate di donne (corrispondenti al 22,2 % del totale di tutte le assunzioni femminili), quasi il 60% sono state a part time. Delle 488.580 assunzioni agevolate di uomini (pari al 24,3% del totale delle assunzioni maschili) è a part time solo il 32,5%.

“In questo scenario – commenta il presidente Inapp, Sebastiano Fadda il ricorso ad agevolazioni alle assunzioni non ha portato ad una correzione di tendenza. Continuiamo a trovarci di fronte, pur in presenza di incentivi economici o contributivi, al noto squilibrio di genere: assunzioni femminili minori in valore assoluto e con un’incidenza di part time molto più elevata della componente maschile”. Per Fadda “occorre avviare una riflessione sul ruolo migliorativo e selettivo che, a partire proprio da questa fase di riavvio, dovrebbe caratterizzare il sistema degli incentivi. Il Pnrr, d’altronde, con le clausole di condizionalità già si muove in questa direzione”.

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