lunedì 29 Novembre 2021
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Sicilia, turismo: seconda Isola europea per strutture extralberghiere

Il rapporto Otie: seimila realtà alternative presenti sull'Isola hanno resistito meglio degli alberghi agli effetti della pandemia

L’ 82% delle strutture ricettive in Sicilia, sono extralberghiere e l’Isola è la seconda nel Mediterraneo in quanto ad ospitalità alternativa all’hotellerie, preceduta soltanto dal gruppo di isole greche del Sud dell’Egeo. Seimila realtà diversificate tra loro – B&B, case vacanza, camping, agriturismi, locazioni turistiche, charter nautici – che hanno resistito meglio degli alberghi agli effetti della pandemia con una contrazione di arrivi pari al 47%, il 12% in meno rispetto a quella subita dagli hotel. Tre milioni 260 mila notti vendute e 1 milione di turisti, i numeri del 2019, ultimo anno pre-covid. Il quadro emerge dal rapporto Otie (Osservatorio turismo dell’economia delle Isole) commissionato da Confesercenti per la V BTE, la Borsa del turismo extralberghiero che ha aperto ieri i battenti al porto turistico “Marina” di Capo d’Orlando, nel Messinese. Lo studio, che analizza lo sviluppo di questo tipo di ospitalità nelle isole europee, fotografa un’Isola che insieme alla Sardegna mostra un trend di crescita superiore rispetto alle altre isole del Mediterraneo. «Basta dire – ha sottolineato Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie illustrando la ricerca – che dal 2013 al 2019 il numero di turisti interessati a questo tipo di offerta ricettiva in Sicilia è passato da 400mila ad oltre 1milione».

Ma se in termini di numeri assoluti di strutture la Sicilia è nella parte alta della classifica, così non è per i turisti che scelgono l’extralberghiero (solo il 23% sul totale di quelli che arrivano in Sicilia) e per il numero di notti vendute ancora basso rispetto a quello di altre isole con punte che vanno dagli 8 milioni nell’Egeo meridionale ai 10 milioni circa per le Baleari, ad oltre 28 milioni nelle Isole Canarie. «L’extralberghiero ha grandi potenzialità di crescita ed ha mostrato forte capacità di resilienza anche di fronte alla pandemia – dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti e numero uno di Confesercenti SiciliaÈ la risposta ad una richiesta crescente di chi nel viaggio cerca luoghi ed esperienze autentiche». Guardando all’impatto economico, si stima una spesa per alloggi nel comparto extra alberghiero di oltre 160 milioni nel 2019, ultimo anno pre-pandemia. Nello studio OTIE anche un Focus sul turismo cittadino. Sotto questo aspetto, Palermo è in testa con un 18% di concentrazione seguito da Messina (16%) e Catania (15%). Le principali categorie scelte sono gli alloggi in affitto e i bed and breakfast.

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