martedì 26 Ottobre 2021
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Scuola: 56% edifici al Sud richiede interventi urgenti

Rapporto Ecosistema scuola Legambiente: resta alto il divario tra le scuole del Centro Nord e quelle di Sud e Isole. Nel Mezzogiorno troppo pochi i servizi di classi a tempo pieno, mensa e trasporto scolastico

Resta il divario tra le scuole del Centro Nord e quelle del Sud e delle Isole: troppe ancora le emergenze strutturali e le disuguaglianze. Nel Meridione il 56% degli edifici necessità di interventi urgenti contro il 36% di quelli del Nord. Restano troppo pochi al Sud i servizi legati al servizio mensa, al trasporto scolastico e al tempo pieno. A fotografare la situazione è il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020), l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi, che fa il punto sullo stato di salute di 7.037 edifici scolastici di 98 capoluoghi di Provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti.

Il Sud è indietro per servizi di classi a tempo pieno, mensa e scuola bus

Nel 2020 i comuni del Centro-Nord mediamente dichiarano di avere necessità di interventi urgenti in poco più del 36% di scuole, contro quelli del Sud e delle Isole che li richiedono per quasi il 56% degli edifici, che per di più sono in area sismica 1 e 2 nel 74% dei casi, ben trenta punti percentuali sopra la media nazionale (44%). Preoccupa anche il divario sul fronte dei principali servizi, predominanti al Centro-Nord rispetto al Sud-Isole: Classi a tempo pieno (43% nelle scuole del Centro-Nord contro il 16% del Sud-Isole), servizio mensa (65,5% contro 47,9%) e servizio scuolabus (nel 29% degli istituti rispetto al 13,6% del Sud-Isole).

pedibus e bicibus: percentuali troppo basse su tutto il territorio nazionale

Ancora troppo basse le pratiche che consentono i percorsi casa-scuola in autonomia e sicurezza: il servizio di pedibus è presente nella Penisola nel 5% delle scuole, in gran parte concentrato nelle regioni settentrionali, così come il servizio di bicibus presente esclusivamente nello 0,2% delle scuole del Nord. Per quanto riguarda gli edifici presenti in strade scolastiche, il 10,8 % si concentra al Nord, il 5,3% al Centro contro il 4,1% del Sud e lo 0,0% delle isole; altro dato riguarda gli edifici posti in Zone 30, il 16,4% si trova al Nord, il 9,3% al Centro mentre il 20% si concentra al Sud e lo 0,0% nelle isole.

17 miliardi del Pnrr in arrivo devono essere destinati alle aree più fragili

Dati e numeri che, per Legambiente, “possono cambiare e migliorare se davvero la transizione ecologica si concretizzerà anche nelle scuole affrontando le emergenze strutturali e colmando ritardi e disuguaglianze”. A questo riguardo i 17 miliardi di euro del Pnrr previsti per la scuola, di cui 5 miliardi in arrivo entro novembre, rappresentano il primo step da cui partire purché le risorse in questione vengano indirizzate dove c’è più bisogno per fragilità strutturale, come le aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto, e per fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale, come le periferie urbane”.

Per questo Legambiente chiede di “partire con la messa in sicurezza ed efficienza energetica degli edifici scolastici, intervenendo prioritariamente al miglioramento ed adeguamento sismico di tutte le scuole ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2 e all’efficientamento energetico per raggiungere una diminuzione dei consumi del 50%”. Sarà poi importante “prevedere sostegno tecnico e amministrativo agli Enti Locali per l’orientamento al reperimento di fondi, le attività di progettazione nell’ottica dell’innovazione sostenibile e dell’efficiente gestione dei cantieri e rendere l’Anagrafe scolastica consultabile affinché siano esplicite le condizioni degli edifici e le entità dei fabbisogni”.

“Ora più che mai, con le ingenti risorse del Pnrr previste anche per le scuole, l’asticella della sfida in termini di messa in sicurezza, riqualificazione e sostenibilità ambientale si fa sempre più alta”, dichiara Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola Legambiente.

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