martedì 26 Ottobre 2021
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Alla fine ha vinto il Sud più bello

SUDeFUTURI: il senso di un progetto iniziato a gennaio 2019, l'edizione di Scilla, le impressioni a caldo: cosa rimarrà della tre giorni sul Tirreno reggino, oltre al patrimonio di relazioni e progettualità che hanno animato il Castello Ruffo?

Era una scommessa difficile da vincere, la terza edizione di SUDeFUTURI.

Quando, a inizio 2019, abbiamo ideato con la Fondazione Magna Grecia e il suo presidente, Nino Foti, il percorso di individuazione dei fulcri di sviluppo del nostro Mezzogiorno, sapevamo che sarebbe stato un percorso tutto in salita. Abbiamo compreso di aver individuato la formula giusta a Mondello, dove abbiamo organizzato la prima edizione (era ottobre), mettendo a confronto, in 12 tavoli tematici, oltre 50 protagonisti nazionali e internazionali che hanno ragionato sui futuri del Sud. I colleghi giornalisti che hanno aiutato Alessandro Russo e me a dare continuità alle sessioni – a partire da Paolo Mieli, Giuseppina Paterniti, Fabrizio Frullani, Giovanna Casadio – hanno continuato a darci sostegno e disponibilità per la costruzione del prosieguo del progetto. Ma il Covid ha fermato tutto e tutti, costringendoci a ridisegnare percorso ed obiettivi. #Unlock_it è stata la nostra risposta: una seconda edizione in streaming, che ci ha consentito di allargare ulteriormente i campi di azione.

Perché, lo ripetiamo da quando è nato, SUDeFUTURI è molto più di un evento, molto più di un progetto, molto più di un’idea. I Sud del mondo, a partire dal nostro Mezzogiorno, non hanno un futuro, ma molti. Cercare insieme questi futuri significa innanzitutto mettere in relazione le persone. Costruire tavoli di confronto, lavorare insieme per annullare, con i punti di forza del territorio, i tanti punti di debolezza. Per trasformare le minacce in opportunità.

TRASFORMARE I PUNTI DI DEBOLEZZA IN PUNTI DI FORZA

Ecco perché Scilla era una scommessa difficile da vincere. La città del mito, l’aquila adagiata sul Tirreno reggino, è la massima espressione delle ricchezze del Sud. Là abbiamo portato, affiancandoci al sindaco Pasqualino Ciccone e all’assessore Marinella Gattuso, tanti diversi Sud, i migliori, quelli che possono far vincere il Mezzogiorno e l’Italia. Ma sapevamo di non poter isolare il Sud nato dai ritardi infrastrutturali – tre aerei al giorno in tutto, divisi tra Lamezia e Reggio Calabria, inadeguatezza di rete telefonica e dati, tanto per partire dai basilari – e diventato altro: approssimazione, mancanza di professionalità, tendenza al piagnisteo che crea un percorso a ostacoli per le tante professionalità di cui è ricco il Mezzogiorno.

È proprio su questa lotta tra minus e plus che abbiamo vinto: i Sud migliori vincono, se si uniscono. Se fanno rete, se costruiscono insieme. Questa è forse la più grande soddisfazione, riflettendo ancora a caldo – ci vorranno ancora molti giorni per smaltire tutta l’adrenalina di questa edizione. La narrazione di SUDeFUTURI è stata chiara fin da subito, quando in ogni sessione venivano anticipati o citati temi e protagonisti delle sessioni successive. Perché lo sviluppo non può che nascere da una strategia, che ha un percorso e un orizzonte: quello cui abbiamo guardato per tre giorni dal Castello di Scilla.

COSA RIMANE DELLA TRE GIORNI DI SCILLA

Cosa mi rimarrà indelebilmente di questa tre giorni, a parte la scommessa vinta e la costruzione del percorso successivo?

La meraviglia negli occhi di ogni amico, di ogni ospite che si è lasciato condurre a scoprire i mille volti di Scilla e di Chianalea. Persino Paolo Mieli, il giornalista mattatore e un po’ burbero che ogni sera entra nelle nostre case, ridendo di gioia appena un’infinità di pesci di ogni grandezza sono accorsi sotto di lui sotto alla piattaforma dove avevamo appena terminato di cenare, si è lasciato affascinare da questo rito e lo ha esercitato per tutta la durata del suo soggiorno. Serata splendida, la prima, insieme al grandissimo giornalista – ma mi piace scrivere che è anche grandissimo amico – Antonio Padellaro.

ISTANTANEE FUORI SALA

Sono tantissimi i momenti fuori evento che mi rimarranno scolpiti come pietre miliari. Così, in ordine sparso. Le albe e i tramonti sul mare. Il brindisi notturno del sabato notte sulla terrazza della nostra Casa di Sale con Giorgia e Sofia, a mettere un punto sul tanto lavoro fatto e sui tanti risultati raggiunti. Giovanni scorrazzare avanti e indietro sul calessino, per l’intera mattinata di domenica, interpretando in modo fisico il suo splendido senso dell’accoglienza e completando il suo impegno egregio per tutta la logistica. Carla seduta al tavolino esterno di Casavela, trasformata in una base importante del nostro ufficio stampa. Le macumbe per allontanare la pioggia che arrivava dal mare. Francesca che ci ha fatto sentire a casa, fuori e dentro il Kratais, mettendosi sempre a disposizione di tutti e facendo capire che il Sud è anche, e soprattutto, buono. Le risate ai tavoli serali. La sintonia con Luca ed il suo staff, che ha reso possibile una logistica audiovideo impossibile, almeno sulla carta. La commozione di Francesco e le lacrime di Barbara quando infine siamo partiti anche noi. Gli occhi di Marco che ci sono stati sempre, e per sempre, nei suoi scatti superbi. Le voci e la bellezza d’animo di Marinella e Valentina. La purezza assoluta, la profondità, l’arte, l’amore di Annalisa. Anna, medaglia d’argento tatuato sul cuore, che mi ha insegnato a vedere tanti anni fa, quando ho avuto l’onore di conoscere lei, la sua storia e la sua grandezza.

Gli occhi del cuore. Sono quelli che fanno la differenza.
Scilla è – ed è stata, con SUDeFUTURI – un posto di sguardi. Vederla con gli occhi di tutti i nostri ospiti, pieni di meraviglia e di luce nello scoprirne la bellezza, è stato un orgoglio infinito. Perché chi conosce Scilla non può che amarla. Anche se non prende il telefono.

Paola Bottero
Un unico obiettivo: farmi domande, cercare risposte, utilizzando strumenti sempre nuovi. Da trent'anni fondo e alterno giornalismo, narrazione, comunicazione pubblica e strategica, storytelling, formazione, mkt, organizzazione grandi eventi, conduzione - anche di programmi radio e tv, di cui sono autrice. Sempre più funambola tra informazione e narrazione, in equilibrio precario sul filo sottile che collega old e new media.
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