mercoledì 22 Settembre 2021
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Torna “I cantieri dell’identità”, il progetto per valorizzare i borghi siciliani

Al via il secondo appuntamento de "I cantieri dell'identità. Paesi, borghi e piccole patrie di Sicilia". I borghi dell'isola saranno protagonisti a Geraci Siculo

Dopo la pausa dovuta all’emergenza pandemica, torna ‘I cantieri dell’identità. Paesi, borghi e piccole patrie di Sicilia’, il progetto dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana che ha lo scopo di monitorare e mettere in rete, in un circuito virtuoso, le identità locali siciliane, con particolare riferimento ai paesi e ai borghi dell’Isola con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. Dopo il primo appuntamento che si è tenuto nei mesi scorsi a Montalbano Elicona, in cui si sono riuniti i sindaci e gli assessori dei piccoli comuni della provincia di Messina, adesso è la volta delle ‘piccole patrie’ della provincia di Palermo che lunedì prossimo, dalle 18, saranno ospiti del borgo madonita di Geraci Siculo, reduce dalla importante competizione del ‘Borgo dei borghi’, in cui ha conseguito il secondo posto.

L’incontro, coordinato dalla professoressa Fulvia Toscano, si terrà nella sede del Convento degli Agostiniani, alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, del sindaco di Geraci Siculo, Luigi Iuppa, insieme a Pippo Simone, vice presidente nazionale de ‘I borghi più belli d’Italia’ e Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale de ‘I borghi più belli d’Italia’ in Sicilia. I protagonisti saranno i sindaci, gli assessori, le associazioni, gli operatori culturali, le pro-loco e gli enti territoriali. All’incontro del 26 faranno seguito altre iniziative per ognuna delle province siciliane per creare una capillare mappatura di risorse, progetti, come anche criticità da affrontare.

“Lo scopo – sottolinea l’assessore Samonà – è muovere dalla nostra storia e della nostra tradizione, che oggi più che mai si esprime nell’identità dei luoghi e che diventa scommessa per il futuro. In questo, i paesi, i borghi, cioè le cosiddette ‘piccole patrie di Sicilia’, hanno un compito fondamentale che va oltre alla tutela dell’esistente, per guardare a una grande progettualità che sia in grado di tradursi in ‘economia culturale”

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