venerdì 30 Luglio 2021
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Confcommercio, consumi: il Sud meno penalizzato del Centro-Nord

Nel 2020 calo dei consumi dell'11,7% e crollo del 60,4% della spesa dei turisti stranieri. Penalizzato il Centro-Nord e le città d'arte. In Campania la spesa pro-capite più bassa d'Italia

Con un calo complessivo dei consumi dell’11,7%,pari ad oltre 126 miliardi di euro, il 2020 ha registrato il peggior dato dal secondo dopoguerra; un dato su cui pesa la riduzione del 60,4% della spesa dei turisti stranieri, pari ad una perdita di circa 27 miliardi di cui 23 concentrati prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord (Lazio e Toscana in testa); quanto alla spesa pro capite, il crollo della domanda ha comportato, mediamente, una riduzione di oltre 2.000 euro rispetto al 2019 riportando i consumi ai livelli del 1995. A rilevarlo è un Report sui consumi 2019-2021 dell’Ufficio Studi Confcommercio.

trend meno negativi per il sud

La perdita di consumi ha avuto andamenti differenziati sul territorio: il Nord e il Centro risultano le aree più penalizzate (Veneto e Valle d’Aosta le regioni con le maggiori perdite di consumi pari ad oltre il 15%), mentre il Sud ha registrato dinamiche lievemente meno negative.
Il confronto regionale in serie storica mette in luce l’eccezionalità di quanto rilevato nel 2020.
La riduzione dell’11,7% registrata in un solo anno non ha nessun rapporto o confronto con quanto osservato negli anni per cui si dispone di serie storiche omogenee e confrontabili.

Nel complesso, se si guarda all’impatto che ha avuto il crollo dell’attività economica nel 2020 sul versante dei consumi pro capite, si rileva come la spesa per residente, espressa a prezzi 2020, sia di fatto tornata al livello del 1995. Per il Sud il regresso appare ancora più rilevante con un valore dei consumi inferiore rispetto all’inizio delle serie storiche.

in Campania la spesa pro-capite più bassa

Le differenze a livello regionale nella spesa per abitante sono significative. Si va dagli oltre 24 mila euro della Valle d’Aosta ai poco più di 11.700 della Campania. Il record negativo della regione risiede, in parte, nell’essere l’unico territorio meridionale a non aver conosciuto significative perdite di popolazione residente tra il 1995 ed il 2020.

Quanto alla spesa sostenuta dagli stranieri, che nel 2019 rappresentava oltre il 4% dei consumi sul territorio nazionale, ha registrato nel 2020 una caduta significativa, con una riduzione complessiva di circa 27 miliardi (-60,4%). Il fenomeno, pur diffuso, ha colpito in misura più rilevante le regioni del Centro-Nord (-23 miliardi circa), territori nei quali l’incidenza di questa voce sulla spesa è storicamente più elevata.

penalizzate le città d’arte

In linea generale si nota una profonda sofferenza nelle regioni in cui il turismo ha connotati meno stagionali e dove le città d’arte costituiscono un polo d’attrazione, soprattutto in primavera ed in autunno, come Lazio, Toscana, Campania, Sicilia, Veneto e Lombardia. In termini percentuali la caduta più significativa si è registrata nel Lazio (-75,2%) a cui si contrappone la quasi tenuta della Valle d’Aosta (-6,9%) regione in cui il turismo straniero, però, svolge un ruolo cruciale, osservandosi una quota sui consumi interni della regione del 14,5%.
Il deciso aumento registrato in Molise rappresenta statisticamente un bias, ovvero una distorsione attesa determinata dai numeri molto piccoli del turismo straniero in questa regione.

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