sabato 3 Dicembre 2022
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Sicilia, Bankitalia: Pil -8,4% nel 2020

Il dato è il peggiore dal dopoguerra ad oggi. Nel 2020 15mila posti di lavoro in meno, a risentirne sono i giovani e le donne

Pil a picco in Sicilia, dove come nel resto d’Italia, l’emergenza sanitaria ha causato “una contrazione dell’economia di dimensioni mai rilevate dal dopoguerra a oggi”. A lanciare l’allarme è Bankitalia nel tradizionale rapporto sull’economia dell’Isola redatto dalla sede di Palermo con la collaborazione delle filiali di Agrigento e Catania su un campione di circa 300 imprese con almeno 20 dipendenti. Secondo le stime di Prometeia, nel 2020 il Pil siciliano, dopo la sostanziale stazionarietà dell’anno precedente, si sarebbe ridotto dell’8,4% (-8,9 in Italia).

“Secondo l’Indicatore trimestrale dell’economia regionale della Banca d’Italia – si legge nel rapporto -, il forte calo del prodotto registrato nel secondo trimestre si è successivamente attenuato; tuttavia nell’ultimo trimestre dell’anno, in concomitanza con le nuove misure restrittive alla mobilità e alle aperture degli esercizi commerciali, la contrazione è tornata ad accentuarsi”.

15 mila posti di lavoro in meno a scapito di donne e giovani

Quasi 15mila posti di lavoro in fumo in Sicilia nel 2020. L’emorragia di occupati ha colpito soprattutto i lavoratori autonomi e dipendenti a termine e a farne le spese sono stati in particolar modo giovani e donne. A scattare la fotografia della situazione del mercato del lavoro nell’Isola è Bankitalia nel tradizionale rapporto sull’economia della Sicilia elaborato dalla sede di Palermo e presentato stamani. “Le ripercussioni sul mercato del lavoro della pandemia e delle misure adottate per il suo contenimento sono state consistenti”, si legge nel report. 

-2% di occupazione nel Mezzogiorno

In termini quantitativi l’occupazione è diminuita in media dell’1,1% a fronte di una riduzione del 2% nel Mezzogiorno e nella media nazionale. Dopo la forte contrazione del numero di occupati nel secondo trimestre del 2020, si è osservato solo un parziale recupero nei trimestri successivi legato alla ripresa delle attività nei mesi estivi e alle minori restrizioni adottate. Trai settori più colpiti quello dei servizi, in particolare la scure si è abbattuta su alberghi e ristoranti. “Il numero di ore lavorate ha registrato un eccezionale calo (-10,2%) – si legge nel report di Bankitalia – e si è osservato il valore minimo dall’anno di disponibilità del dato a livello regionale, il 2004″

Nella media del 2020 il tasso di occupazione per gli individui tra i 15 e i 64 anni è rimasto sostanzialmente stabile al 41%, ben al di sotto del dato Italia (58,1). Il calo degli occupati è stato controbilanciato dalla riduzione della popolazione residente in età lavorativa. “L’indicatore si è ridotto per i più giovani, in particolare nella classe tra i 25 e i 34 anni, per gli individui in possesso del diploma e per le donne; in quest’ultimo caso è tornato ad ampliarsi il divario con gli uomini”, spiegano dalla Banca d’Italia.

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