domenica 4 Dicembre 2022
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Teatro greco di Siracusa, Franceschini: valorizzare teatri di pietra

Presentati i prossimi spettacoli al Teatro Greco di Siracusa. La proposta del ministro della Cultura: "costruire nuove arene sul modello del teatro greco"

“Oltre alla stagione straordinaria che da tanto tempo si allestisce al Teatro Greco di Siracusa, credo ci sia una parte che si può ulteriormente sviluppare e ampliare: quella della valorizzazione del circuito dei ‘teatri di pietra‘ che solo l’Italia può offrire, alcuni utilizzati, altri da recuperare, e anche quella della sua internazionalizzazione. Penso in particolare alla collaborazione con la Grecia e ne ho già parlato con il ministro della Cultura greco: ciò potrebbe dare un ulteriore sviluppo alle straordinarie qualità dell’Inda”. Questa la proposta del ministro della Cultura Dario Franceschini, in videoconferenza con l’Inda, l’Istituto nazionale del Dramma antico, per la presentazione della stagione di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa, alla presenza del vicepresidente della Regione Sicilia, Gaetano Armao e del sindaco di Siracusa, Francesco Italiano.

costruire nuove arene sul modello teatro greco

Franceschini loda l’Inda e il suo sovrintendente Antonio Calbi “per il lavoro molto importante e di qualità: è la prima volta che si programmano due stagioni e questo è un gran segnale di cambiamento, vista anche l’altissima qualità dell’offerta, dei registi e degli attori, che dà veramente il senso di quel che è e può essere l’Istituto nazionale del Dramma antico. Ora che, ‘grazie’ alla pandemia, si scopre il valore degli spettacoli all’aperto, non si dovrà più tornare indietro. Anzi, mi piacerebbe costruire nuove arene, sulla grande tradizione degli antichi teatri del nostro Paese”.

Per il ministro della Cultura, “dobbiamo dare tutti un contributo alla ripartenza, abbiamo alle spalle un anno e mezzo terribile. E tutti, anche quelli che normalmente non li frequentano, hanno visto cosa è Italia senza teatri, senza musica, senza concerti, senza musei: tutto questo credo che riavvicinerà molto le persone ai consumi materiali e culturali, come già dimostra l’aumento della vendita dei libri e questo entusiasmo per la riapertura dei teatri che non dovrà essere solo iniziale ma accompagnare la faticosa ripartenza, con le misure limitazioni su presenza e distanze, indispensabili ma che, via via che l’epidemia da Covid se ne andrà, potranno essere superate”.

Siracusa è un laboratorio sperimentale di spettacoli classici


“Siracusa ha rappresentato per tutto il Novecento un laboratorio di ricerca e di sperimentazione teatrale, provando a inventare forme nuove per il teatro classico: perché non c’è un solo modo di rappresentare la tragedia greca. E’ quanto tiene a sottolineare Antonio Calbi sovrintendente dell’Inda.

“Di cultura ci si nutre, di cultura si vive: e questo territorio di Siracusa e della Sicilia, che ha fatto innamorare tanti visitatori e tanti artisti, proprio con la cultura può rilanciarsi”, osserva Calbi. “Quest’anno, per il manifesto, abbiamo scelto l’immagine pittorica che rappresenta una sorta di ‘sudario’, come segno di speranza e come emblema e simbolo di resurrezione”.

Un rinascita, ricorda il sovrintendente Calbi, che parte dal “primo teatro pubblico italiano, a vocazione popolare, per un teatro d’arte di qualità per l’emozione di tutti, come nella visione dei fondatori dell’Inda”, per i cui prossimi spettacoli, che partiranno dal 3 luglio a Siracusa, con una capienza portata a 3.000 spettatori e dunque pari alla metà circa del totale, si sono già staccati in pochi giorni 20.000 biglietti.

la programmazione al teatro greco

La stagione recupera la programmazione pensata per lo scorso anno, “partendo dalle ‘Baccanti’ di Euripide secondo Carlus Padrissa e della “Fura dels Baus”, la compagnia catalana di cui è fondatore e animatore: “un’opera funzionale come allestimento alla loro tradizione, con un Dioniso molto particolare nei panni di Lucia Lavia. Saranno coinvolti anche tutti i giovani della nostra accademia, che è uno ‘specifico’ della nostra fondazione. Ci sarà il primo coro ‘aereo’ nella storia della tragedia al teatro greco di Siracusa, con l’intervento di una gru dove saranno sospesi fino a 32 artisti a ‘scolpire’ l’aria con le loro coreografie acrobatiche”.

Poi, “in programma Le Nuvole di Aristofane dirette da Antonio Calenda che a Siracusa ha firmato ben sette regie ma che era ‘in panchina’ al nostro teatro greco da troppo tempo. Dopo tante tragedie, sarà la sua prima commedia, protagonista Stefano Santospago, anche se con il tragico epilogo di un incendio. Infine, Coefore – Eumenidi di Eschilo dirette da Davide Livermore. Mentre Ifigenia in Tauride per la regia di Jacopo Gassman, già prevista per il 2020, è stata spostata al 2022 come Agamennone a completamento di una Orestea che sono sicuro sarà fra quelle che si ricorderanno nella storia del teatro”.

Gli allestimenti previsti per il Teatro Greco di Siracusa avranno poi un orizzonte ancora più ampio: “Gli investimenti non saranno ‘dispersi’ ma si concepiranno allestimenti in grado di girare per l’Italia e speriamo anche per l’Europa”, a cominciare con la Grecia in base all’accordo ipotizzato e ventilato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, che già ne ha parlato con il suo omologo di Atene.

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