martedì 6 Dicembre 2022
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Sicilia, per Musumeci l’oligopolio privato potrebbe far collassare il sistema rifiuti

Il Presidente della Regione: «Termoutilizzatori privati di controllo della Regione l'unica soluzione all'oligopolio privato di gestione dei rifiuti. Sistema a rischio collasso, ma raccolta differenziata raddoppia»

“Abbiamo la necessità di fare chiarezza in un settore delicato in cui è forte anche l’interesse della criminalità. Noi dobbiamo redigere il piano, dare le autorizzazioni, di finanziare impianti e a eseguire monitoraggio e controllo. E invece ci troviamo a dover fare tutto noi, mentre le competenze su raccolta e smaltimento è di Comuni e Province”. Lo ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, a Catania, alla presentazione del piano dei rifiuti per l’isola con l’assessore Daniela Baglieri.

oligopolio privato nella gestione dei rifiuti

“Abbiamo trovato una differenziata al 22% – aggiunge Musumeci in conferenza stampa – quattro impianti pubblici che trattavano il 29% dei rifiuti e altri 4 privati col 71%. Si è creato un sistema di oligopolio privato che potrebbe, se volesse, fare collassare il sistema”. “Di smaltimento – ha evidenziato- abbiamo trovato 6 pubblici, quattro dei quali già in esaurimento, i tre privati avevano il 90% della raccolta”.

sistema al collasso, ma raddoppia differenziata

“Abbiamo trovato la mancanza di un piano regionale – ricorda Musumeci- 10 Srr (le società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) non attive, carenza di impianti, lentezze burocratiche, impianti autorizzati con ordinanza del presidente, 511 discariche esauste non classificate”. “Nella raccolta differenziata – evidenzia– bassa percentuale dei Comuni, scarsa sensibilizzazione dei cittadini, gare d’ambito non avviate. Tanto ci pensa la Regione a coprire le inerzie”.

Il 42% di raccolta differenziata, quasi raddoppiata rispetto al 22% del 2017. 162 i Comuni siciliani con oltre il 65% di raccolta differenziata, 268 quelli con oltre il 50% e 57 con meno del 35% nelle tre città di Palermo, Catania e Messina. Questi alcuni dati sul settore rifiuti in Sicilia emersi durante la conferenza stampa. Durante l’incontro con la stampa sono stati enunciati altri ‘risultati’ portati avanti dall’esecutivo regionale quali tre nuovi impianti pubblici di compostaggio e due nuovi impianti di smaltimento.

termoutilizzatori privati di controllo regionale soluzione all’oligopolio privato

“Per realizzare un nuovo impianto in Sicilia ci vogliono cinque anni. Tempi vergognosi dovuti alla burocrazia nazionale e regionale. I termoutilizzatori privati si possono realizzare in tre anni. Tra pochi giorni lanceremo il bando per realizzarne uno, ma il controllo sarà della Regione. E’ un sistema ‘mangia rifiuti’ che produce ricchezza: calore e energia. Senza questa soluzione resteremmo in mano all’oligopolio dei privati e della cultura delle discariche” così il governatore della Regione Sicilia. “Veniamo da 30 anni di mala gestione del settore. Qualcuno dovrebbe emigrare dalla Sicilia, non dovrebbe avere più farsi vedere” continua Musumeci.

“Dobbiamo liberare la Sicilia dalla schiavitù delle discariche. Per 30 anni la politica ha lavorato per crearne solo di private, che ora dicono di volerle chiudere se non si raddoppia la capienza, i rifiuti non abbiamo dove conferirli”, prosegue il governatore.

se il sistema di gestione collassa, venderemo i rifiuti all’estero

“Allora – ha aggiunto– ben venga uno-due termoutilizzatori, come avviene in 37 parti d’Italia, per produrre energia, calore e denaro. Discariche sono offesa al buon senso e all’ambiente. L’emergenza l’affronteremo come è stato fatto negli ultimi 20 anni, con soluzioni che non peseranno sulla tasca dei cittadini”. “Se il sistema in Sicilia dovesse arrivare al collasso – ha infine proseguito – noi faremo quello che fanno le altre regioni: venderemo i rifiuti all’estero. Io sarei del parere di rifarci sulle tasche dei politici che hanno creato questo disastro”.

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