martedì 29 Novembre 2022
Home#culturaL'addio a Franco Battiato, il genio siciliano che ha rivoluzionato la musica...

L’addio a Franco Battiato, il genio siciliano che ha rivoluzionato la musica italiana

Il cantautore aveva 76 anni e da tempo, per una malattia, si era ritirato dalla scena pubblica nella sua casa di Milo dove si è spento

È morto Franco Battiato. Il cantautore siciliano aveva 76 anni e da tempo, per una malattia, si era ritirato dalla scena pubblica nella sua casa di Milo dove si è spento. Ne dà notizia la famiglia spiegando che “le esequie si terranno in forma strettamente privata. La famiglia ringrazia tutti per le innumerevoli testimonianze di affetto ricevute”.

“Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Franco Battiato era nato il 23 marzo 1945 a Jonia e già il luogo dei suoi natali è sintomaticamente pirandelliano, in quanto ‘esiste’ come tale solo per sei anni, dal 28 dicembre del 1939 al 25 ottobre del 1945, proprio l’anno della sua nascita, quando Francesco (si farà poi chiamare artisticamente Franco, su suggerimento di un altro grande Francesco: Guccini…) aveva appena sette mesi: prima era il comune di Giarre-Riposto, in provincia di Catania, istituito durante il fascismo con la riunificazione dei due distinti municipi di Giarre e di Riposto, alle pendici dell’Etna, che a loro volta si erano divisi nel 1841.

Da tempo aveva lasciato la scena pubblica, a causa di una malattia, ritirandosi proprio nel suo ‘eremo’ alle falde dell’Etna. E i suoi versi forse più belli, quelli contenuti nel brano ‘La Cura’, oggi ritornano subito alla mente: ‘Guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…’. Ma i successi firmati da Franco Battiato, spesso su testi del filosofo Manlio Sgalambro e accompagnati dal violino di Giusto Pio, da lui stesso interpretati, alcuni anche in dialetto siciliano, oppure affidati ad artiste ‘icone’ della sua produzione, come Giuni Russo o Alice, o a interpreti del calibro di Carmen Consoli o di Milva, che lo ha preceduto di pochi giorni nella sua scomparsa, quasi non si contano.

L’album che spostò la sua produzione dall’avanguardia al pop d’autore, sempre però dai testi ricercati e ricchi di citazioni filosofiche ed esoteriche, fu ‘L’era del cinghiale bianco’ del 1979 che contiene anche la sua più famosa canzone dialettale, ‘Stranizza d’amuri’, cui seguirà ‘Patriots’. Il lavoro che lo consacrò al successo non più di ‘nicchia’ ma del grande pubblico fu ‘La voce del padrone’ del 1981, che scala le classifiche discografiche con brani come ‘Centro di gravità permanente’, ‘Bandiera Bianca’, ‘Cuccurucucù’, ‘Summer on a solitary beach’.

Da quel momento, i successi di Battiato proseguono con regolarità, come ‘Voglio vederti danzare’ – più tardi ripresa anche in una versione da discoteca – nell’album ‘Arca di Noé’; ‘La stagione dell’amore’ in ‘Orizzonti perduti’; ‘I treni di Tozeur’ in coppia con Alice per l’Eurofestival nell’album ‘Mondi lontanissimi’ assieme a ‘No time no space’, ‘L’animale’ e la ripresa di ‘Il re del mondo’; ‘E ti vengo a cercare’ in ‘Fisiognomica’. Molti successi riproposti poi nel primo album ‘live’ dal titolo ‘Giubbe rosse’ che contiene anche ‘Alexander Platz’ composta per la voce di Milva.

Dopo un periodo segnato dal ritorno alla musica d’avangardia, i suoi ‘Fleurs’ lo vedono impegnato in un tributo ad altri artisti massimi della canzone d’autore italiana, primo fra tutti Fabrizio De André con ‘La canzone dell’amore perduto’ e ‘Amore che viene amore che vai’ – Battiato renderà omaggio alla figura di Faber anche nel concerto con altri artisti italiani, in cui non riuscirà a trattenere la commozione cantando proprio il suo brano – e internazionale come per ‘La canzone dei vecchi amanti’ di Jacques Brel; e con il singolo in duetto con Carmen Consoli ‘Tutto l’universo obbedisce all’amore’.

A fine 2019 l’annuncio del suo ritiro dalle scene.

l’Italia piange il maestro

L’Italia piange il Maestro Franco Battiato, morto a 76 anni. La tristezza ha avvolto il mondo della musica e non solo. Molti i messaggi per ricordare e salutare il cantautore siciliano.

A ricordarlo anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Profondamente addolorato dalla morte di Franco Battiato, artista colto e raffinato. Con il suo inconfondibile stile musicale, frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione, ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali”.

“Ci la lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

“Ci ha lasciati uno dei più grandi artisti italiani, che nella sua lunga carriera ha saputo sperimentare e plasmare la musica come nessun altro. Sei stato d’esempio e ispirazione per tanti. Mi stringo ai familiari. Ciao Maestro”, scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“‘Io avrò cura di te’. Per me la più bella con le parole più semplici e più potenti. Grazie di tutte le emozioni che ci hai dato”, scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta.

“Non ci sono parole per ricordare chi, con parole e musica, ha emozionato e commosso intere generazioni. Addio Maestro Battiato”, si legge nel post di Matteo Renzi.

“E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”, scrive su Twitter Giuseppe Conte.

“L’Italia si inchina alla vita, all’opera di Franco Battiato. A Dio Maestro”, è il ricordo su Facebook di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

“‘Perché sei un essere speciale ed io, avrò cura di te…’. Una preghiera, un ricordo e una canzone per il grande Maestro, Franco Battiato”, scrive Matteo Salvini su Twitter.

“Addio al Maestro Franco Battiato. Viva Franco Battiato”. Con queste parole Vasco Rossi ricorda sul suo profilo Instagram il cantautore siciliano. Vasco posta una foto di Battiato e i primi versi di ‘Le sinfonie del tempo’: “Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo/ Con una idea: che siamo esseri immortali/ Caduti nelle tenebre, destinati a errare/ Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione”.

“A te caro Franco, con il cuore colmo di tristezza dedico il mio silenzio nel ricordo delle emozioni e dei sorrisi che mi hai regalato”, è il post su Twitter di Fabio Fazio.

“Non si muore mai. Franco vivrà sempre qui con noi in questa casa”. Così Dori Ghezzi.

“Se ne va il più grande poeta contemporaneo. Dopo tante sofferenze , che la terra ti sia lieve #Battiato”, scrive Simona Ventura.

“Adorato Franco, in questo sorriso c’è tutta la tua grandezza. Doloroso addio a un artista immenso, verso il quale siamo tutti debitori”. Così Luca Barbarossa.

“Passammo l’estate Su una spiaggia solitaria E ci arrivava l’eco Di un cinema all’aperto. Ciao Franco”, scrive Linus su Instagram postando una foto di lui e Nicola Savino insieme a Battiato.

redazionehttps://sudefuturi-magazine.it/
IL MEZZOGIORNO AL CENTRO DELLA NOTIZIA
spot_img

PRIMO PIANO

IN EVIDENZA