sabato 3 Dicembre 2022
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Pensioni, arriva la proposta di Tridico

Il presidente dell'Inps in un'intervista a La Stampa: quota delle pensioni dai 62 anni con il metodo di calcolo contributivo, dai 67 con il retributivo.

“Che il Recovery non si occupi di pensioni non deve stupire e Quota 100 ha un pilota automatico che si autodistrugge. È una riforma sperimentale, durava tre anni e finisce al 31 dicembre, non c’è nulla da aggiungere”. Lo afferma Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, in una intervista a La Stampa. Così però scatta lo scalone che dal 2022 sposterà l’uscita da 62 a 67 anni. “Non è corretto portare sempre il discorso sullo scalone. Dopo Quota 100 non c’è la fine del mondo, ci sono diverse misure di flessibilità da ampliare: l’Ape sociale, i precoci, gli usuranti”. E fa la sua proposta: “Andare in pensione dai 62-63 anni solo con la quota che si è maturata dal punto di vista contributivo. Il lavoratore uscirebbe dunque con l’assegno calcolato con il contributivo e aspetterebbe i 67 anni per ottenere l’altra quota, che è quella retributiva. Poi è necessario tutelare i fragili, come gli oncologici e gli immunodepressi, che nella fase post Covid devono poter andare in pensione prima”.
Cgil, Cisl e Uil bocciano questa idea perché temono assegni troppo bassi. “Penso che con i sindacati si possa trovare una convergenza. Se pagassimo subito tutta la pensione, indipendentemente dai contributi, a 62-63 anni, verrebbe meno la sostenibilità finanziaria. La mia è una proposta aperta ad altri innesti, che il ministro Orlando sta valutando, come la staffetta generazionale o le uscite parziali con il part-time. Ma non possiamo tornare indietro rispetto al modello contributivo. Il sistema previdenziale italiano è stato scolpito da due grandi riforme: la Dini del ’95 e la Fornero nel 2011. È quello il nostro impianto ed è proprio qui dentro che dobbiamo incrementare i livelli di flessibilità, tenendo presente che abbiamo bisogno di equità e sostenibilità”. I sindacati vogliono il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre, mentre l’esecutivo ha fissato due scadenze: giugno e appunto ottobre… “Ci vuole gradualità e prudenza, sia il governo precedente che l’attuale hanno fatto la scelta più saggia in un momento così drammatico”.

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