Covid-19, via libera al vaccino AstraZeneca per gli over 65

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Il farmaco potrà essere da subito somministrato a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni. Intanto per la Fondazione Gimbe “la terza ondata è partita”


Via libera al vaccino AstraZeneca anche per le persone over 65. È stata emanata la circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della prevenzione Gianni Rezza, ed è stata pubblicata.

Il vaccino potrà quindi essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni, a eccezione dei pazienti identificati “come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19”. La decisione fa seguito a un parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità. “Ulteriori evidenze scientifiche resesi disponibili – si legge nella circolare ministeriale – non solo confermano il profilo di sicurezza favorevole relativo al vaccino in oggetto, ma indicano che, anche nei soggetti di età superiore ai 65 anni, la somministrazione del vaccino di AstraZeneca è in grado d’indurre significativa protezione sia dallo sviluppo di patologia indotta da SARS-CoV-2, sia dalle forme gravi o addirittura fatali di Covid-19”.

“Sulle basi di tali considerazioni – prosegue la circolare – anche in una prospettiva di sanità pubblica connotata da limitata disponibilità di dosi vaccinali e alla luce della necessità di conferire protezione a fasce di soggetti più esposti al rischio di sviluppare patologia grave o addirittura forme fatali di COVID-19, il gruppo di lavoro su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a che il vaccino AstraZeneca possa essere somministrato anche ai soggetti di età superiore ai 65 anni”. 

GIMBE: LA TERZA ONDATA è PARTITA

“Ormai la terza ondata è partita, interventi politici ancora una volta intempestivi”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe ai microfoni di “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus. “La calma piatta apparente iniziata il 20 gennaio è finita il 20 febbraio, da due settimane la curva ha cominciato a risalire – ha aggiunto – il numero dei casi in sé non ha importanza, ma ogni 100 casi 5 vanno in ospedale e 0,5 vanno in terapie intensiva. A parte piccolissime variazioni regionali, questa è la statistica. Per questo motivo oggi abbiamo il 28% della saturazione delle terapie intensive a livello nazionale, ma in alcune regioni sono ben oltre la soglia del 30%”.

si rischia la cannibalizzazione dei pazienti covid

“Quanto più gli ospedali si riempiono tanto – ha spiegato Cartabellotta – più tolgono spazio a pazienti con altre patologie, si verifica la cosiddetta cannibalizzazione dei pazienti covid. L’impatto sulla salute delle persone non dipende soltanto dalla malattia covid, ma dipende dal sovraccarico degli ospedali che questa comporta. Abbiamo anche un tracciamento debole, in alcune regioni chi si occupava di tracciamento oggi si occupa di vaccini. Questi sono aspetti importanti con cui dobbiamo fare i conti”.

ora tocca alla politica fare la sua parte

“Il mondo politico – ha sottolineato il presidente della Fondazione Gimbe – da mesi non ha capito uno dei problemi fondamentali: noi oggi vediamo i contagi di circa 2-3 settimane fa, per questo le decisioni vanno prese in modo tempestivo. L’obiettivo era quello di fare chiusure mirate, ma queste dovevano essere molto più tempestive. Il pacchetto delle misure è una decisione politica che però deve tenere conto che la coperta è molto corta, se si consentono riaperture da una parte bisogna chiudere dall’altra, non possiamo permetterci chissà quali riaperture in questo momento. Ormai la terza ondata è partita e spetta alla politica prendere delle decisioni”.

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