Agenda Davos 2021: il clima fa più paura del Covid-19

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Presentato al World Economic Forum il Global Risk Report 2021, che mette le condizioni climatiche al primo posto tra le minacce globali


Sulle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, non si va solo per sciare o per fare escursioni e bagni montani. A Davos, 11mila abitanti, si va anche anche per dialogare del futuro del mondo. Costruendo l’agenda Davos 2021.

Questa è la settimana del World Economic Forum di Davos. Fondato nel 1971 da Klaus Schwab, economista tedesco, ha assunto l’odierna denominazione nel 1987; nel 2015 è entrato di diritto nella lista delle organizzazioni internazionali.
La settimana di fine gennaio del World Economic Forum rappresenta un’opportunità unica per affrontare le questioni più rilevanti a livello economico, sociale, politico del mondo. Cinque giorni in cui si riuniscono vertici aziendali internazionali, Capi di Stato, politici, esponenti della finanza, accademici, membri della comunità scientifica.

l’agenda 2021 di davos

“La pandemia Covid-19 ha dimostrato che nessuna istituzione o individuo da solo può affrontare le sfide economiche, ambientali, sociali e tecnologiche del nostro mondo complesso e interdipendente. […] Il momento di ricostruire la fiducia e di fare scelte cruciali si avvicina rapidamente”. Così si presenta l’edizione Davos 2021. Un appuntamento importante da sempre – lo scorso anno è stato il cinquantenario – che in questo momento di crisi mondiale assume un valore ancora più alto.

Sette i temi, vere e proprie sfide dell’agenda di Davos dal 25 al 29 gennaio 2021, tutte declinate con il “come”:

  • salvare la Terra;
  • rendere più eque le economie;
  • sviluppare la tecnologia;
  • costruire la società e il lavoro del futuro;
  • migliorare il mondo del business;
  • migliorare i sistemi sanitari;
  • incentivare il multilateralismo.

il global risk report 2021

Il Global Risks Report 2021 è l’analisi annuale del Forum. Questa è la sedicesima edizione, che analizza un anno diverso da tutti gli altri. Il 2020 è stato devastato dalla pandemia, dalla recessione economica, da turbolenze politiche e da una crisi climatica in continuo peggioramento. Il rapporto cerca di fornire a governi e imprese le bussole, le chiavi per affrontare i rischi maggiori.

Ovviamente uno dei grandi cambiamenti tra il 2021 e gli anni precedenti, in termini di rischi, è stato determinato dalla pandemia di coronavirus COVID-19. Il rischio rappresentato dalle malattie infettive, infatti, ora è al primo posto, mentre nel 2020 è arrivato al 10° posto.
“I costi umani ed economici immediati di COVID-19 sono gravi. Minacciano di rallentare anni di progressi nella riduzione della povertà e della disuguaglianza globali e di danneggiare ulteriormente la coesione sociale e la cooperazione globale”.

Il COVID-19 ha portato a enormi perdite di vite umane, ma sta anche frenando lo sviluppo economico, amplificando le disuguaglianze. A questo si aggiunge il timore che la lotta contro la pandemia possa sottrarre risorse ad altre sfide sanitarie critiche, a partire dall’interruzione dei programmi di vaccinazione contro il morbillo.

il sondaggio sui rischi del nostro mondo

Cosa determina i rischi a livello globale?
Agli intervistati è stato chiesto di classificare i tre rischi che considerano i più preoccupanti per il mondo; quindi è stato chiesto di selezionare, senza un ordine particolare, fino a cinque rischi che, secondo loro, determineranno le principali preoccupazioni nel corso dei prossimi 10 anni.

Nonostante la pandemia in corso e dunque la paura per le malattie infettive, il primo posto dei rischi è legato al clima, che il rapporto descrive come “una minaccia esistenziale per l’umanità”. C’è stato un calo delle emissioni di carbonio, grazie ai blocchi e alle interruzioni del commercio e dei viaggi internazionali; eppure si teme che le emissioni aumenteranno appena le economie iniziano a riprendersi.

Per gli intervistati quelli legati al clima sono “i rischi a lungo termine più probabili e di maggior impatto”. Tra le minacce a breve termine, che probabilmente si realizzeranno entro i prossimi due anni, ci sono le malattie infettive, le crisi di sussistenza, la disuguaglianza digitale e la disillusione dei giovani.
Per quanto riguarda i rischi a medio termine nei prossimi tre-cinque anni, il sondaggio ha identificato scoppi di bolle patrimoniali, guasti alle infrastrutture IT, instabilità dei prezzi e crisi del debito. A più lungo termine, c’è preoccupazione per le armi di distruzione di massa, il collasso dello stato, la perdita di biodiversità e i progressi tecnologici avversi.

le minacce più forti per il 2021

Ci sono due momenti: quello dell’impatto, in cui si analizzano le paure e le ipotesi di rischi globali per percezione, e quello delle probabilità, che analizza in modo meno empatico le vere minacce sul nostro futuro. Queste le risultanze:

  • Condizioni metereologiche estreme
  • Fallimento dell’azione per il clima
  • Danno ambientale umano
  • Malattie infettive
  • Perdita di biodiversità
  • Centralizzazione di potere digitale
  • Disuguaglianza digitale

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