L’uccisione del numero 2 rompe gli equilibri in al Qaeda

Tempo di lettura: 5 minuti

Uno scoop del New York Times conferma che il terrorista al-Masri è stato ucciso in Iran. Resta in campo l’ipotesi che l’azione sia stata portata a termine dai servizi segreti israeliani


Le voci che Abu Abdullah al-Masri, il numero 2 riconosciuto di al Qaeda (di cui era stato uno dei fondatori), potesse essere stato ucciso si rincorrevano da qualche tempo, senza che si trovasse conferma ufficiale. All’improvviso la conferma è arrivata nel modo più burocratico possibile, con la cancellazione della fotografia di al-Masri dal pannello virtuale con cui l’Fbi, in rete, ufficializza le persone a cui dà la caccia. Un semplice click che riduce a due le possibilità: che il ricercato sia stato catturato o che, in qualche modo, si stato neutralizzato. Quest’ultima è stata la sorte di al-Masri secondo uno scoop del New York Times, che ha avuto come fonti quattro funzionari governativi (di cui si ignora il grado e l’agenzia per cui lavorano) che hanno confermato che il terrorista è stato ucciso a Teheran.

gli interrogativi aperti di una vicenda che lascerà il segno

E qui viene fuori il primo di una serie di interrogativi che si intrecciano in questa vicenda e che cercheremo di riassumere e che è destinata a stravolgere la struttura di vertice di al Qaeda che, da tempo, è alla ricerca di una identità ideologica, e quindi di un appeal che ne rilanci l’immagine appannata nel confronto con l’Isis. La prima domanda è come mai il numero 2 di Al Qaeda, organizzazione dall’animo sunnita, si trovasse da libero cittadino a Teheran, capitale di una teocrazia sciita.
Secondo alcune fonti dell’intelligence americana, l’uomo era ”sotto la custodia” dell’Iran fin da 2003 e dal 2015 viveva, senza alcuna prescrizione da parte dell’intelligence iraniana, nell’elegante distretto di Pasdaran della capitale. Una spiegazione di questa apparente anomalia viene dalle parole di Colin P. Clarke, esperto di antiterrorismo del Soufan Center: “L’Iran usa il settarismo come un randello quando fa comodo al regime, ma è anche disposto a trascurare la divisione sunnita-sciita quando fa comodo agli interessi iraniani”. Per dirla in breve, come nel teorema reso famoso da Deng Xiaping (che però lo applicava all’economia cinese), agli iraniani non importa di che colore sia il gatto che mangia il topo, ciò che importa è raggiungere i loro obiettivi.

un personaggio ingombrante anche da morto

Ma al-Masri (che per gli Stati Uniti era il responsabile degli attentati in Kenya e Tanzania, che avevano fatto centinaia di morti) era, e forse resta anche da morto, un personaggio ingombrante.
Accolto in Iran quando contro di lui gli americani avevano scatenato una caccia planetaria, doveva comunque limitare la sua visibilità, pur continuando a tessere le sue trame di terrore. Tanto che, quando il sette agosto è stato ucciso, le prime notizie dei media iraniani lo hanno identificato come Habib Daoud, libanese, professore di Storia, mentre la figlia, morta con lui, come Maryam di 27 anni. Qui si innesta un altro elemento su cui riflettere, perché la figlia – conosciuta dai media occidentali col nome di Miriam – era la vedova di Hamza bin Laden, figlio di Osama, fondatore di al Qaida. Hamza bin Laden, che al-Masri stava formando per fargli assumere la guida di al Qaeda, è morto nel settembre dello scorso anno, in un’area tribale al confine tra Pakistan ed Afghanistan, nel corso di una operazione americana. Quindi al-Masri doveva fare da tutore al genero che comunque aveva già cominciato la scalata in seno ad al Qaeda, organizzando alcuni attentati. 

La mano dei servizi e delle unità speciali israeliane

Ma come è morto al-Masri?
Ecco un altro elemento di riflessione perché, almeno secondo il New York Times che non ha ancora ricevuto smentite su questo punto, a mettere a segno il colpo sono stati gli addestratissimi servizi segreti israeliani, che hanno una rete di spie e fiancheggiatori in Iran, oppure elementi della Sayerer Maktai, un nome dietro cui si celano le micidiali unità speciali dell’esercito di Tel Aviv. A confermare una mano israeliana nella fine del terrorista ci sarebbe una totale coincidenza della dinamica della sua uccisione con quelle di alcuni scienziati che collaboravano allo sviluppo dell’osteggiato (da parte dell’Occidente, che ne teme un utilizzo militare) programma nucleare di Teheran. Ad uccidere al-Masri e la figlia sono stati due uomini che, a bordo di una motocicletta, hanno affiancato la Renault alla cui guida si trovava l’esponente di al Qaeda, accanto al quale era seduta la figlia. L’uomo dietro quello che conduceva la moto ha sparato cinque colpi: quattro sono entrati nell’abitacolo della berlina uccidendo al Masri e la figlia, il quinto è finito contro un’altra autovettura. I sicari, sicuri dell’esito positivo della missione, si sono allontanati subito dal luogo dell’agguato. La falsa identità delle vittime – infiorettata con la militanza del ”professore Daoud” in Hezbollah – è stata tenuta in piedi dal sistema di informazioni di Teheran per qualche tempo, sino a quando le notizie contraddittorie che venivano dal Libano e i primi interrogativi generati dalle modalità dell’agguato hanno cominciato a fare emergere una verità diversa da quella ufficiale.

un’uccisione che modifica lo scenario del terrorismo islamico

L’uccisione di al-Masri, che non è stata mai ammessa da al Qaeda, è destinata a modificare lo scenario del terrorismo islamico perché la sua morte potrebbe alterare alcuni delicati equilibri in seno all’organizzazione di cui lo stesso al-Masri era indicato come il prossimo capo, una volta uscito di scena Ayman al Zawahri. Il cambio al vertice di al Qaeda avrebbe anche comportato, con ogni probabilità, anche un mutamento nella strategia dell’organizzazione, tenendo conto che ad al Zawahri viene accreditato un profilo ideologico, politico, mentre al-Masri era ritenuto un uomo essenzialmente di azione, portavoce dell’ala ”movimentista”, quella che ancora oggi considera gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti non il traguardo, ma un gradino. Abu Abdullah al-Masri da tempo si muoveva con l’obiettivo di conquistare il vertice di al Qaeda. Perché, oltre ad avere dato una figlia in sposa ad Hamza bin Laden, aveva fatto lo stesso con un altro terrorista di altissimo profilo,  Abu al-Khayr al-Masri (solo suo omonimo), braccio destro di al-Zawahri, egiziano come lui. Ma evidentemente, da suocero, al-Masri porta sfortuna. Nel febbraio del 2017, un drone americano ha colpito una Kia, a bordo della quale, lungo una strada della provincia siriana di Idlib, stava viaggiando Abu al-Khayr al-Masri, ucciso insieme a quattro altri miliziani. 

Teheran non ha alcun interesse ad avviare una protesta formale

A conferma dell’importanza che aveva per la galassia terroristica islamica,  Charles Lister, autore del libro “The Syrian Jihad, ha scritto che Abu al-Khayr al-Masri era “un re jihadista del più alto pedigree”, aggiungendo che “ha ospitato personalmente l’incontro n cui al Qaeda ha pianificato gli attacchi dell11 settembre”. La mancanza ad oggi di reazioni ufficiali alla fine di Abu Abdullah al-Masri può essere interpretata in più d’un modo. La prima, abbastanza scontata, è che Teheran in questo momento non ha un interesse immediato a fare tornare a salire la tensione con Israele che, grazie anche ai successi diplomatici incassati negli ultimi mesi, sembra avere rafforzato la sua posizione politica nella regione. Altra considerazione che potrebbe essere fondata è che, nel panorama generale che si è determinato nella regione e con ben altri gravi problemi interni, Teheran non veda alcun tornaconto nel protestare contro la fine di un personaggio comunque scomodo.  

Diego Minuti

One thought on “L’uccisione del numero 2 rompe gli equilibri in al Qaeda

  1. Complimenti per questa immensa informazione che da scacco ad una organizzazione da mille tentacoli,proseguendo su questa strada con l’aiuto dei servizi israeliani insieme agli Americani speriamo si possa dare scacco matto al terrorismo di al Quaeda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *