I gargarismi con candeggina contro il Covid-19

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Abbattere le fake news e la disinformazione sul Covid è il primo passo per iniziare a disegnare la nostra nuova normalità


Fare gargarismi con la candeggina non protegge dal Covid-19.
Inizia così il lungo elenco di 76 (aggiornate al 22 ottobre) falsi da Covid che il Ministero della Salute aggiorna dal 26 marzo. E ci sarà una ragione se, oltre alla pagine delle consuete FAQ, il sito ha dovuto prevedere una pagina dedicata alle FAKE NEWS.

Popolo bizzarro, il popolo italiano. Non ama consultare il vademecum delle domande più frequenti, le FAQ, appunto. Il nostri popolo di santi, poeti e – soprattutto – navigatori, rigorosamente nel web, ama farsi affascinare dalle bufale.

la lotta alla disinformazione social

Le fake news sul Covid non esprimono il proprio fascino solo nel Belpaese, ci mancherebbe. A giugno la Commissione Ue ha chiesto a Facebook e agli altri social network aggiornamenti mensili sulle azioni intraprese per arginare la diffusione di notizie false. La Commissione Ue chiede a Facebook & co. aggiornamenti mensili sulle azioni intraprese per arginare la diffusione di notizie false. Lotta alla disinformazione, un codice di condotta, cooperazione con partner internazionali, inclusi la Nato e il G7, per combattere la disinformazione digitale. Con tanto di tentativi di sensibilizzazione verso la Russia e la Cina.

le Fake news tricolori

Eppure alle vecchie fake news sul Covid, quelle della prima ora – dal tampone rinofaringeo che provoca danni al cervello alla barba che espone ad un maggior rischio di contagio – se ne aggiungono altre. Che sembrano credibili perché i loro portavoce sono spesso fonti cd autorevoli.
Come Giuseppe Tiani, appena dimissosi da presidente di InnovaPuglia dopo la rivelazione dell’uso di un “ciondolo anti-batterico “che inibisce qualsiasi virus di segno positivo”. O il neo commissario della sanità calabrese Giuseppe Zuccatelli con i suoi 15 minuti “lingua in bocca” di bacio alla francese per poter essere contagiato da un positivo Covid.

una risata ci seppellirà

Durante le proteste del 1977 gli studenti amavano ripetere “la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”. La frase, attribuita a Michail Bakunin, era già stata adottata a Parigi nel maggio del ’68 durante la rivolta di maggio.
Se non fosse una pandemia di cui nessuno può ancora disegnare i confini, ci sarebbe da ridere, facendo surfing tra le mille fake che di per sé farebbero pure ridere. Come i danni alla memoria provocati dall’uso dei termoscanner; gli impianti di microchip sottocutanei che verranno fatti durante la vaccinazione per controllare tutto e tutti; il 5G causa unica e portatore sano, attraverso le onde radio, del Covid-19.

viviamo in una distopia

Ridere di ciò che si teme è un’ottima terapia. Ma bisogna saper disegnare i confini.
Il virus, secondo alcune bufale segnalate dal Ministero della Salute, è sensibile all’alcol: bevendo alcolici non ci si ammala di Covid-19. Bere tanta acqua lava il virus dalla vie aeree (sic) e lo spinge nello stomaco, dove viene distrutto dall’acido. Ma soprattutto rende sterili, soprattutto gli uomini.

Il problema è che, tra urla al complotto internazionale, giochi di potere tra dragoni e altri animali, scene di fantascienza spinta per il controllo dell’umanità, questo virus ci sta portando via la parte migliore di noi. Lo ha fatto con i nostri cari, con i tanti personaggi cui abbiamo dovuto dire addio in questo 2020.
Questa in cui viviamo è una distopia bella e buona. Una distopia che ci fa cammininare con le mascherine in corridoi che ci portano alla metropolitana mentre una voce femminile ci ricorda le regole base del distanziamento sociale.

Non riusciremo più ad avere la nostra normalità di un tempo: dovremo disegnarne una nuova, con nuove regole. Ma prima di tutto dovremo imparare a distinguere la realtà dalla disinformazione. E aiutare chi continua a fare confusione a capire le differenze: quelle che potrebbero salvare qualche vita.

Paola Bottero
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