L’intelligenza artificiale funziona se si cresce con le macchine

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L’AI entra nelle aziende, ma solo il 10% ottiene benefici significativi. I dati del rapporto “Expanding AI’s Impact With Organizational Learning


L’AI, l’intelligenza artificiale, può cambiare il mondo. Lo ha spiegato Anderson Chen, Ceo del colosso cinese DeepBlue, in un’intervista a SUDeFUTURI MG.
Un tema sempre più attuale, che ha avuto un rilievo particolare durante il I international annual meeting SUDeFUTURI.
Riuscire a declinare nel miglior modo possibile intelligenza artificiale e capitale umano: questa la sfida da portare avanti, come spiegato da Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia.

Oggi quell’orizzonte ha numeri importanti a supporto, come emerge dallo studio pubblicato dal MIT Sloan Management Review (MIT SMR), BCG GAMMA e BCG Henderson Institute.

la percezione del valore dell’ai

In tre anni è cambiata la percezione del valore dell’AI e le sinergie con il lavoro umano. Le aziende che lo hanno capito, secondo il rapporto, hanno sei volte più possibilità di avere successo con l’utilizzo di questo strumento. 

Il report, “Expanding AI’s Impact With Organizational Learning“, si basa su un’indagine condotta su oltre 3.000 manager di 112 Paesi. E prende in considerazione un esame longitudinale di quattro anni sull’adozione dell’AI a livello intersettoriale e una varietà di casi d’uso.

Rispetto ai dati raccolti nel 2017, il 70% dei dirigenti di tutto il mondo ha capito che l’AI può generare valore commerciale (erano 57% nel 2017), il 59% degli stessi ha adesso una strategia di applicazione del nuovo strumento, rispetto al 39% del 2017, e il 57% afferma che l’implementazione dell’AI è già in atto nelle proprie aziende (46% nel 2017).
Nonostante queste tendenze, solo una azienda su dieci genera significativi vantaggi finanziari con l’AI.

raggiungere l’apprendimento con l’intelligenza artificiale

Queste sette attività aumentano notevolmente la probabilità che un’organizzazione ottenga vantaggi finanziari significativi con l’intelligenza artificale.

Alla scoperta dell’intelligenza artificiale: implementazione in applicazioni mirate

1. Infrastruttura: investire in dati, tecnologia e algoritmi
2. Talento: sviluppo di abilità tecniche di intelligenza artificiale
3. Strategia: incorporare l’IA nella strategia aziendale complessiva

Costruire l’intelligenza artificiale: avanzare nell’uso organizzativo

4. Produzione e consumo allineati: adottare l’IA
soluzioni efficaci
5. Oltre l’automazione: applicazione dell’IA nei casi d’uso

L’applicazione dell’intelligenza artificiale in soluzioni integrate

6. Conoscenza: condivisione della conoscenza tra esseri umani e intelligenza artificiale
7. Ruoli: strutturare l’interazione umana e intelligenza artificiale

Apprendimento organizzativo con l’intelligenza artificiale: apprendimento e adattamento attraverso la crescita della conoscenza collettiva

investimenti mirati in ai

Investimenti mirati in questo campo, secondo il rapporto, possono essere la soluzione per generare valore. Ad esempio, la costruzione di capacità fondamentali, come infrastrutture per l’impiego dell’intelligenza artificiale, talenti e strategia, aumenterebbe del 19% la probabilità di avere successo.
Ampliare l’utilizzo dell’AI a diversi use case e andare oltre l’automazione aumenterebbe le probabilità di un altro 18%, mentre avviare un apprendimento organizzativo con questo strumento, attingendo a molteplici modalità di interazione tra uomo e macchina, e creare processi di feedback tra uomo e macchine, aumenterebbe le probabilità di un altro 34%.

Le organizzazioni che apprendono attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale hanno in comune tre caratteristiche essenziali: facilitano l’apprendimento sistematico e continuo tra esseri umani e macchine, sviluppano molteplici metodi di interazione tra i due, cambiano per imparare e imparano a cambiare.
Il risultato? Anche questo è comune a tutte: investire sistematicamente in queste attività determina l’aumento delle probabilità di generare valore del 73%.

Come spiega Roberto Ventura, Partner di BCG.
“La nostra esperienza italiana ci suggerisce che le organizzazioni che creano davvero valore attraverso l’AI non solo hanno cambiato i propri processi per utilizzare questi strumenti, ma hanno anche imparato nel tempo attraverso l’AI come migliorare ulteriormente i propri processi.
La chiave non è insegnare alle macchine, nemmeno imparare dalle macchine. La chiave è imparare con le macchine, in modo sistematico e continuo”.

il valore dell’ai? umano

Il driver di valore più importante dell’AI non sono gli algoritmi, né la tecnologia. È l’umano.
Come afferma ancora Ventura, “la nostra ricerca mostra che queste aziende cambiano intenzionalmente i loro processi, in modo ampio e profondo, per facilitare l’apprendimento organizzativo con l’AI. Ciò consente loro di agire con precisione quando percepiscono una nuova opportunità e di adattarsi rapidamente quando le condizioni cambiano. Il loro obiettivo strategico è, in altre parole, implementare l’organizational learning, non solo il machine learning”.

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