Covid: stiamo scivolando verso la deflazione?

CGIA: bruciati 160 miliardi, Pil a -10%, penalizzato il mondo delle partite Iva. A partire da artigiani, commercianti e liberi professionisti


Rischiamo di bruciare 160 miliardi di Pil per gli effetti negativi del Covid. Questo l’allarme lanciato dalla CGIA, Associazione artigiani piccole imprese di Mestre.
Secondo le previsioni della CGIA, il Pil italiano 2020 scenderà, rispetto al 2019, almeno del 10%. Sempre che non arrivi un nuovo lockdown a peggiorare ulteriormente i dati.

Tracollo dei consumi delle famiglie

Secondo la NADEF (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2020) subiranno un vero e proprio tracollo i consumi delle famiglie. Consumi che, come sappiamo, costituiscono la componente più importante del Pil nazionale (circa il 60% del totale). In termini assoluti le famiglie risparmieranno 96 miliardi di euro (- 8,9 per cento rispetto al 2019). Ogni famiglia italiana ridurrà la spesa di circa 3.700 euro. Questa contrazione penalizzerà soprattutto il mondo delle partite Iva: artigiani, piccoli commercianti e liberi professionisti lavorano prevalentemente per il mercato domestico. Con la stretta ai consumi, queste attività indipendenti subiranno una grossa contrazione del fatturato.

investimenti in calo di 42 miliardi

Altrettanto rovinosa la riduzione degli investimenti pubblici e privati. Secondo la NADEF, nel 2020 subiranno una riduzione del 13% che in termini assoluti corrisponde a 42 miliardi di euro.

Secondo la CGIA è necessario intervenire subito “affinché sia lo Stato che le sue articolazioni periferiche accelerino l’apertura dei cantieri delle tante opere pubbliche necessarie per il rilancio del Paese”. Segnaliamo che l’allegato infrastrutture al Programma Nazionale di Riforma presentato il 6 luglio scorso prevede un piano di investimenti prioritari per la mobilità di 196,7 miliardi di euro di cui 131,3 (pari al 66,7 per cento del totale) già disponibili. Lavori che dovrebbero iniziare quanto prima, invece, sono bloccati o dalla mancata nomina del commissario o perché impaludati nelle pastoie burocratiche tese dalla nostra Pubblica Amministrazione“.

Italia in caduta verticale

Con poca liquidità e consumi e investimenti in caduta verticale, il Paese sta scivolando pericolosamente verso la deflazione. Ne è convinta la CGIA, che sottolinea come da maggio 2020 l’indice dei prezzi al consumo è negativo.

“Premesso che questo risultato è in buona parte dovuto al calo dei prezzi dell’energia, la deflazione si manifesta con un progressivo calo dei prezzi dei beni e dei servizi. Ad un primo acchito la cosa può sembrare positiva: se i prezzi scendono, i consumatori ci guadagnano. In realtà le cose stanno diversamente: nonostante i prezzi diminuiscono, le famiglie non acquistano, poiché, a causa delle minori disponibilità economiche e delle aspettative negative, quel poco che viene venduto comporta, per i dettaglianti, margini di guadagno sempre più risicati. La merce, rimanendo negli scaffali e nelle vetrine dei negozi, determina una situazione di difficoltà per i commercianti, ma anche per le imprese manifatturiere che, a fronte di tanto invenduto, sono costrette a ridurre la produzione”.

serve liquidità

Un film che per la CGIA sembra già scritto.
Dopo l’aumento del ricorso alla cassa integrazione si arriva ad una forte impennata dei licenziamenti, creando un “circolo vizioso che getta nello sconforto l’economia del Paese”.

Per superare questa situazione è necessario iniettare elevate dosi di liquidità nel sistema economico, erogando credito alle famiglie, alle imprese e rilanciando gli investimenti, soprattutto quelli pubblici”.

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