Dall’Istat iniezione di ottimismo: economia in ripresa

Segnali confortanti da export e consumi, ripartono anche le vendite al dettaglio ad agosto dopo lo stop di luglio


Prosegue la fase di recupero dell’economia e arrivano segnali confortanti dall’export in un quadro che resta incerto a causa dei rischi a breve termine legati all’evoluzione della pandemia Covid.  E’ la fotografia scattata dall’Istat che rileva anche un rimbalzo delle vendite al dettaglio ad agosto dopo lo stop di luglio.

“In Italia, alla fase di recupero della produzione industriale si affiancano segnali confortanti per gli ordinativi e le esportazioni”, certifica l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana sottolineando che “anche il settore delle costruzioni e il mercato immobiliare mostrano una certa dinamicita”.  E anche le informazioni sulla fiducia dei consumatori supportano l’ipotesi di un proseguimento della fase di recupero.

Prosegue la ripresa dell’attività produttiva

“La revisione dei conti nazionali ha ampliato, seppure in misura marginale – sottolinea l’istituto statistico – il calo congiunturale senza precedenti registrato nel secondo trimestre dal prodotto interno lordo italiano (-13% rispetto al -12,8% diffuso precedentemente). Tuttavia, è proseguita la fase di ripresa dei ritmi produttivi avviatasi a maggio”.

Per le imprese manifatturiere, si legge nella Nota, “si è rilevato un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese di produzione, con le scorte di prodotti finiti giudicate in riduzione rispetto ad agosto. Nel terzo trimestre, le imprese hanno confermato la presenza di decisi ostacoli sia alle esportazioni sia alla produzione, condizionata dalla insufficienza di domanda”.

A luglio, spiega ancora l’Istat, “l’indice della produzione industriale ha continuato la fase di recupero congiunturale iniziata a maggio (+7,4% da +8,2% di giugno), pur rimanendo a un livello inferiore del 6,6% rispetto al dato di gennaio”.

Secondo l’istituto statistico, “la ripresa è stata diffusa a tutti i raggruppamenti principali di industrie a eccezione di quello dei beni energetici, rimasti stazionari (+0,1% rispetto al mese precedente). Il settore dei beni strumentali – si legge nella Nota – ha fornito il maggiore contributo positivo (+11,8%). A seguito dell’andamento positivo degli ultimi mesi, la produzione tra maggio e luglio è aumentata del 15% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso trimestre, anche gli ordinativi dell’industria hanno registrato una crescita di simile entita’ (+14,8%) spinti dal forte aumento di quelli sul mercato interno (+21,6%) e da quello minore della componente estera (+5,9%). A luglio, tuttavia, gli ordinativi totali hanno mostrato una dinamica meno vivace (+3,7%) rispetto a quella dei due mesi precedenti”.

In crescita l’export

A luglio, rileva l‘Istat, “sia le esportazioni sia le importazioni di beni hanno segnato un nuovo incremento congiunturale (rispettivamente pari al +5,7% e +4,8%), confermando le tendenze positive osservate nei due mesi precedenti. L’aumento delle esportazioni ha riguardato sia i mercati Ue sia, in misura piu’ accentuata, quelli extra Ue (rispettivamente +3,9% e +7,6%) e ha interessato tutte le principali categorie di prodotti, in particolare i beni di consumo non durevoli (+7,6%) e quelli strumentali (+5,6%)”.

Rispetto a luglio 2019, sottolinea l’istituto statistico, “le esportazioni sono diminuite complessivamente del -7,3%, registrando decise riduzioni verso tutti i maggiori mercati di destinazione dei prodotti italiani, in particolare verso la Francia (-6,1%), la Germania (-5,3%) e gli Stati Uniti (-5,4%) che congiuntamente rappresentano circa un terzo del valore complessivo delle vendite italiane all’estero. Sono risultati invece in aumento i flussi diretti verso il Belgio (+15,6%) e la Cina (+14%).

Il valore degli acquisti è stato significativamente inferiore rispetto al 2019 (-14,2%) sia nel caso dei fornitori Ue (-11,5%) sia di quelli dell’area extra Ue (-17,5%). Gli scambi verso i mercati extra Ue hanno segnalato, per agosto, un lieve rallentamento delle esportazioni (-0,3%) e un deciso aumento delle importazioni (+5,1%)”.

Ripartono le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio ad agosto registrano un aumento rispetto a luglio dell’8,2% in valore e dell’11,2% in volume. La crescita, secondo l’Istat, riguarda soprattutto le vendite dei beni non alimentari (+13,8% in valore e +19,2% in volume) ma sono in aumento anche quelle dei beni alimentari (+1,6% in valore e +1,7% in volume).

 Su base tendenziale, si registra un aumento delle vendite dello 0,8% in valore mentre sono stazionarie quelle in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono sia in valore sia in volume (rispettivamente +1,1% e +0,5%), quelle dei beni alimentari sono in aumento in valore (+0,6%) e in calo in volume

Nel trimestre giugno-agosto, le vendite al dettaglio registrano un aumento del 22,8% in valore e del 22,4% in volume rispetto al trimestre precedente.

Ma per Confcommercio, “il netto recupero registrato dalle vendite ad agosto dopo lo stop di luglio va accolto con favore, ma senza entusiasmi” poiché “il vuoto di domanda che si è generato a marzo e aprile è ancora lontano dall’essere recuperato e la ripresa congiunturale non coinvolge tutti i settori e le tipologie distributive”.

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