Il grande e misconosciuto capitolo della musica scritta dalle donne

Ask Clara è una piattaforma telematica con 770 compositrici “schedate”, molte delle quali poco o affatto conosciute

Francesca Caccini, Francesca Caccini? Chi era? Sì, ricordo un Giulio Caccini. Compositore di musica barocca? Sì, forse. Ma Francesca Caccini non so proprio chi sia. Forse sarebbe questa la risposta di molti studenti di un Conservatorio alla domanda su chi sia o sia stata Francesca Caccini. 

Lei – in famiglia la chiamavano col vezzoso nomignolo di Cecchina -, che trascorse la sua vita quasi interamente a Firenze (dove nacque nel 1587 e dove si spense nel 1640), non era soltanto la figlia di Giulio, ma anche una valente clavicembalista  e un soprano. Ma, soprattutto, la prima donna a comporre un’opera. 

Si sorprenderebbe chi pensasse al mondo dei compositori come solo al maschile perché, partendo da Francesca Caccini per arrivare ai giorni nostri, sono state molte le donne che hanno composto importanti partiture ed alcune di essere portano cognomi importanti. 

Come Fanny Mendelssohn e Clara Schumann.

una piattaforma online per riscoprire un patrimonio

Un mondo a parte, relativamente poco conosciuto, che però è anche un patrimonio al quale oggi una piattaforma telematica può dare delle risposte. Si chiama Ask Clara, con un chiaro riferimento alla moglie di Robert Schumann, morto giovanissimo e del quale lei continuò a celebrare la sua opera, facendo concerti – fu una famosissima pianista –  per oltre quarant’anni.  

Un dipinto che ritrae Clara Schumann

”Ask Clara” è stata lanciata all’inizio dell’estate, con  770 compositrici ”schedate”, molte delle quali poco o affatto conosciute. Il perché lo ha spiegato Claire Bodin, direttrice del festival ”Présences feminines”, un evento dedicato esclusivamente alle compositrici, di oggi come del passato e che sis volge a Tolone.

”Fin dalla nostra infanzia – ha detto all’Afp Claire Bodin, anima della piattaforma – non abbiamo ascoltato la musica delle compositrici o così raramente che non le ricordiamo”. 

”Siamo stati nutriti – – ha spiegato – dall’idea del genio del grande compositore, sempre un uomo, senza mai mettere in discussione il repertorio dei compositori”. 

Non si tratta di riscrivere la storia ma di arricchire il repertorio

“Non si tratta di riscrivere la storia ma di arricchire il repertorio”, ha detto ancora Claire Bodin. “Non dobbiamo semplicemente metterle in programma perché sono donne e per ‘pulirci’ la coscienza, ma perché c’è un vero interesse artistico”.  Il ragionamento di Claire Bodin tocca anche un altro aspetto, affatto marginale: “Per le sale da concerto, c’è il vincolo del riempimento”, che passa per mettere nel programma grandi nomi come Beethoven, Mozart, Ciajkovskij, Brahms o Bach per garantirsi quanti più spettatori possibile. Un considerazione da cui ne deriva un’altro, certo non scontata: ”Vediamo solo la cima dell’iceberg, perché anche tra gli uomini ci sono molti compositori che meritano di essere messi in evidenza”.

La fruizione della piattaforma Ask Clara (nata nell’ambito delle iniziative della Sacem, la Société des auteurs, compositeurs et éditeurs de musique, sorella francese della nostra Siae) si basa sui criteri che ormai guidano le ricerche sulla rete. Sono elencate 4662 opere composte tra il 1618 e il 2020 e la ricerca viene seguita per nome, titolo dell’opera, strumento, Paese o periodo. L’ultima compositrice inserita è la francese Camille Pépin, 29 anni appena, collocata temporalmente nel ventunesimo secolo. 

un’idea nata nel 2006 a cui claire bodin si è dedicata totalmente

”Ask Clara” è nata come idea nel 2006 e la stessa Claire Bodin si è dedicata totalmente a questa iniziativa, sacrificando anche la sua carriera di concertista (è una apprezzata clavicembalista). Prima di compulsare l’elenco delle compositrici proposte da ”Ask Clara” bisogna imporsi di non sorprendersi se si trovano nomi che suonano familiari, ma niente di più. 

Come quella di Barbara Strozzi, una delle prime compositrici professionisti, è inclusa in questo database. Una compositrice dall’importanza ancora oggi non completamente riconosciuta. Ma che ha indotto Eric Harry, compositore canadese, a scrivere di lei: ”Ciò che la rendeva ancora più speciale era il fatto di emergere in un mondo dominato dagli uomini. Le donne del tempo erano obbligate a usare uno pseudonimo maschile per poter pubblicare la propria musica, ma Barbara, fiera madre di quattro figli, è stata la prima compositrice a pubblicare musica col proprio nome”. Ed ancora: ”Barbara era notevolmente moderna per i suoi tempi, e il suo incredibile talento musicale è stato superato solo dalla sua grande determinazione, perseveranza e spirito d’indipendenza”.

E sì, perché essere donna e compositrice negli anni in cui solo agli uomini era concesso scrivere musica avrebbe dovuto essere una barriera invalicabile. Ma non per lei.

un lavoro in continua crescita

”Ask Clara” non è una opera ”chiusa” perché entro settembre i suoi ideatori prevedono di aggiungere, al già corposo database, altre quattromila opere alle 4.662 già catalogate, composte da donne di sessanta nazionalità, tra il 1618 e il 2020. Tra le opere, e questa è una scelta in un certo senso coraggiosa, ci sono anche quelle di Ildegarda di Bingen (XII/mo secolo), che definire talento poliedrico è riduttivo: fu compositrice (tra i primi, uomini compresi), ricercatrice, medico, scrittrice, poetessa ed anche mistica. Ildegarda è stata fatta santa dalla Chiesa. 

Diego Minuti