Kaosara: una bimba africana e il pregiudizio degli occhi azzurri

Nell’Africa sub-sahariana povertà ed emarginazione costituiscono terreno fertile per credenze animistiche, superstizione e ignoranza

Memore delle fortune artistica di Frank Sinatra – ‘blue eyes’ per eccellenza – ci fu chi, cantante negli anni 70/80, nero di pelle, decise di colpire il pubblico non tanto per la bellezza della sua voce, quanto per il fatto di avere gli occhi azzurrissimi, che creavano un contrasto con il suo colore ebano. Solo che quegli occhi d’un azzurro quasi irreale erano un artifizio artistico, frutto dell’uso di lenti a contatto.

Si chiamava Sterling Saint Jacques che, al di là del nome d’arte che profumava d’esotismo con una spruzzata ruffiana di Martinica, era nato a Salt Lake City, cuore dello Stato mormone dello Utah.  Alto, bello, dal fisico perfetto, decise che la carriera del modello non faceva più per lui e tentò con il cinema, ma soprattutto con la musica (festival di Sanremo incluso), con risultati molto scarsi. Una meteora la cui fine ancora oggi è misteriosa, perché le fonti ufficiali lo danno per morto, ad appena 27 anni, per le conseguenze dell’Aids, ma qualcuno non ne è certo.

Fatto sta che quegli occhi, d’un azzurro folgorante, lo resero famoso sia pure per lo spazio di un mattino (che, si sa, nel mondo dello spettacolo, ha durata non certa). Perché parliamo di questo semplicemente? Perché l’accoppiata pelle nera-occhi azzurri è sempre stata una cosa infrequente e, quindi, capace di attirare l’attenzione (da parte di entrambi i sessi, ad onore del vero). 

la storia drammatica di una piccola nigeriana

Ma c’è attenzione e attenzione, come sta imparando sulla sua pelle una bambina nigeriana che, coniugando occhi chiarissimi e bellissimi alla carnagione scura, è stata per questo ripudiata dal padre, finendo in un dramma di cui lei non riesce, solo perché non può, a capire le cause.

La storia di Kaosara, questo il nome della bambina, quasi per ironia, significa ”abbondanza” senza specificare di cosa, si svolge in un piccolo centro dello Stato nigeriano di Kwara, che ha come capitale Ilorin.

la gemella fatta morire nell’indifferenza

Kaosara aveva una gemella, Hassant, e da quando sono nate a Ilorin il padre le ha sempre guardate non come si può fare per due figlie, ma come se fossero uno scherzo della natura, qualcosa che lui non si meritava. Avere in casa due figlie con quegli occhi che hanno il colore del cielo non è normale, non può essere una cosa da sopportare, si è detto. E quando Hassant ha cominciato a non stare bene, il padre si è letteralmente disinteressato di lei, non ha fatto nulla per alleviare le sue sofferenze affrontando, con le giuste medicine, la patologia della bambina. Sarebbe bastato portarla da un medico e forse questo avrebbe salvato la vita della piccola Hassant, ma il padre non lo ha fatto, non volendo continuare ad espiare quella che per lui era una maledizione.

Un atteggiamento che non è così strano nell’Africa sub-sahariana dove la povertà e l’emarginazione fanno da terreno fertile per credenze animistiche, superstizione, ignoranza.

A rendere nota questa storia, in cui si mischiano tanti elementi, è stata una ragazza anch’essa nigeriana, ma residente all’estero, tornata a Ilorin per trovare la famiglia in occasione della festa musulmana del Sacrificio. Una volta a casa ha trovato Kaosara ospite della sua famiglia dopo essere stata letteralmente mandata via dal padre.  

semplicemente un disturbo genetico

Ma quella di Kaosara non è conseguenza di stregoneria o di altro, ma solo e soltanto una malattia. Si tratta di un raro disturbo genetico, la sindrome di Waardenburg, che ha diversi tipi che coincidono con la gravità delle conseguenze. La sindrome può manifestarsi (la percentuale di chi ne soffre è di un individuo ogni 40 mila) con la decolorazione dei capelli, che ingrigiscono ben prima del solito, e della pelle, perdita dell’udito, anche in forma grave, in uno o entrambe le orecchie. Poi gli occhi: chi è affetto della sindrome di Waardenburg ha spesso occhi blu molto chiari o di colori diversi (l’accoppiata azzurro/castano è una delle più frequenti).

quando la diversità è una colpa

La diversità, nell’Africa della superstizione, è ancora una colpa e, per assurdo che possa apparire, alle sorelline di Ilorin la sorte è stata avversa, ma non violenta, se si pensa a cosa viene riservato agli albini in Malawi, Zimbabwe e Tanzania dove alcuni di loro, soprattutto bambini, sono stati rapiti ed uccisi per usare le loro ossa in riti sciamanici. E forse un po’ meglio è andata ad una bambina che, lo scorso anno, in un villaggio del nord del Ghana è stata accusata (fortunatamente solo accusata) di stregoneria per avere gli occhi blu.

Della vicenda di Kaosara si è occupata la televisione degli Africani della diaspora, che ha intervistato la madre della bambina (la donna si chiama Risikat) che ha confermato tutto, accusando il marito di avere lasciato morire l’altra figlia. Probabilmente dopo avere fatto più d’un controllo (dalla Nigeria partono molte e milionarie truffe telematiche), è stata fatta partire una raccolta di fondi per garantire a Kaosara le cure di cui ha bisogno per fare sì che i suoi meravigliosi occhi azzurri non siano per lei una maledizione.  

Diego Minuti

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