Ricompriamoci il nostro debito: l’esempio dei Btp

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Inizia con questo pezzo C’ACCADE, traduzione dell’anglismo a tutti noto come WhatsApp: l’appuntamento periodico per segnalare un evento, una notizia, un approfondimento che nel corso della settimana non ha avuto il degno risalto ma che, invece, costituisce un motivo di positività.

Ai 14 miliardi di buoni pubblici del Tesoro messi all’asta, il Ministero ne ha dovuti aggiungere altri 8 per soddisfare tutte le richieste. Allora davvero ce la possiamo fare?


È partita con il botto l’asta di buoni pubblici del Tesoro: la sottoscrizione, fuori da ogni previsione, è stata superiore a 22 miliardi di euro. Che significato dare a questo evento?

La situazione nella quale siamo pienamente immersi è drammatica non soltanto sotto il profilo della sicurezza e della salute, ma, per i grandissimi effetti a catena che a livello mondiale comporta, anche  sotto il profilo economico, finanziario e sociale.
L’Unione europea sta esprimendo una posizione di cinismo e di straordinaria insensibilità laddove quattro Stati – Olanda, Svezia, Danimarca e Austria – si oppongono all’adozione del piano di cosiddetto Recovering fond, cioè di risorse finanziarie europee destinate alla ricostruzione delle economie degli Stati dell’Unione provati dalla pandemia e ideato dalla Germania e dalla Francia. Una sorta di piano Marshall 2.0.

Un  fondo, cioè, di 500 miliardi di euro, implementabili, che vengono dati agli Stati che più hanno sofferto la crisi e, tra questi, l’Italia, a fondo perduto – senza cioè la necessità di sottoscrivere accordi come quelli del Mes, per esempio, le cui condizioni capestro sono ben note all’opinione pubblica mondiale.
Sono condizioni complicate perché tutti continuano a non considerare che il Mes, ovvero Esm, il cosiddetto “salva Stati” è un accordo internazionale e, come tale, comporta obblighi e doveri, patti e vincoli e, soprattutto, effetti nell’ipotesi in cui non vengano rispettati gli impegni, ovvero non venga rispettato il piano di rientro, connesso all’elargizione di questo prestito. 

L’asta lanciata dal Tesoro, quindi, che prevedeva, in un primo momento, una disponibilità limitata a 14 miliardi di euro di raccolta, ha visto, invece, una domanda superiore all’offerta con l’intervento dello stesso Tesoro sì da mettere a disposizione dei sottoscrittori ulteriori 8 miliardi, per un totale che ha superato i 22.
Morale: il popolo italiano, i contribuenti italiani, hanno incominciato a credere nel fatto che soltanto la sottoscrizione di una grandissima operazione condivisa di raccolta di denaro privato potrà aiutarci a venir fuori da questa montagna, che costituisce “la nostra siepe leopardiana” pari a oltre 2.300 miliardi di euro di debito.

Gli effetti sono straordinari sotto il profilo economico ma anche, vorrei dire, sociologico.

Il primo consente di cominciare a pensare che l’Italia ce la può fare anche da sola sottoscrivendo i titoli di debito pubblico, cioè ricomprandosi il proprio debito. In buona sostanza davanti a noi si pongono due strade: o il consolidamento del debito, quello che in napoletano si direbbe “chi ha dato, dato, dato e chi ha avuto, avuto, avuto” ovvero la possibilità di proseguire su questa strada, lanciando una grande iniziativa, progressiva di sottoscrizione di titoli del debito pubblico, come quella di cui parliamo, con un tasso di interesse tra l’altro, appetibile: l’1,40 netto annuo sulla cedola che consente a ciascuno di noi di poter offrire al nostro Paese quelle risorse di cui ha necessità e bisogno per fronteggiare questa straordinaria pandemia, non soltanto sanitaria.

Il secondo elemento, di carattere sociologico, per l’appunto, è il grado di maturità che il Paese dimostra più di quanto non venga rappresentato anche da certa pubblicistica approssimativa, così come da parte dell’informazione e dei centri studi c.d. qualificati, secondo la quale il nostro Paese sarebbe fatto di popolo che non ha il senso dell’amor patrio.
È il contrario. Lo abbiamo visto durante questa lunga serrata di quasi 65 giorni dove la gente ha saputo rispettare le prescrizioni, talvolta anche confuse e molteplici ma, soprattutto, ha dimostrato che quando c’è bisogno di dare una mano alla salvezza del nostro Paese c’è.
Una buona notizia che merita un buon risalto.

Antonello Colosimo

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