Tecnologia e Web per una nuova primavera dei Beni culturali

L’unicità del patrimonio artistico e storico del Meridione merita una narrazione nuova, integrata e adeguata alla ricchezza e alle opportunità di Internet


L’emergenza sanitaria del Covid 19 che ha interessato il pianeta, al di là del successo che potranno avere le misure di contenimento e di contrasto poste in essere dai vari governi nazionali e dalle organizzazioni mondiali, di sicuro ha prodotto e produrrà delle profonde mutazioni nella vita sociale, economica, politica, culturale, di relazione. Partire da questa consapevolezza vuol dire trarre un vantaggio e non farsi trovare impreparati oltre che farsi scavalcare dai competitors che in ogni comparto esistono. Ebbene, in tema di cultura, di fruizione dei beni culturali, di valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico, architettonico, quali cambiamenti possiamo agevolare e accelerare?

le crisi ci portano a sfruttare le opportunità

Le crisi – si dice spesso – hanno questo di buono: ci costringono a sfruttare le opportunità da una situazione di incertezza, di instabilità. Ci inducono a ripensare modelli di sviluppo e di crescita. Sul fronte della cultura, ritengo che molto oggi si possa fare per declinare in modo diverso e più proficuo il rilancio e la scoperta di tutto ciò che il passato ci ha consegnato non solo perché lo custodissimo nel migliore dei modi, ma anche per trarne motivo di arricchimento, di maggiore consapevolezza, di estensione del messaggio a quante più persone possibile.

integrare saperi, esperienze e competenze

Quale lezione possiamo quindi trarre da questa congiuntura nella quale il concetto stesso di globalizzazione viene messo in discussione? Il mio pensiero riguarda, a tal proposito, la possibilità di avviare un percorso di vera integrazione e di interdisciplinarietà fra i saperi, le esperienze e le competenze. In questa prospettiva, i beni culturali e l’immenso patrimonio che il nostro Paese detiene non può che far parte di un progetto di ampio respiro che riesca a coniugare il turismo, il web e quindi l’interattività che ne consegue, le vocazioni dei territori, l’innovazione, la formazione, una nuova visione della rete museale. È vero, nel nostro Paese non mancano casi di vera valorizzazione dei beni culturali ma si tratta in molti casi di eccezioni, nate dalla volontà illuminata di happy few attori del settore, ispirati da modelli mutuati da altre testimonianze internazionali. Farne invece un sistema, un modello, una “scuola”, presuppone una attività di pianificazione che non può essere lasciata all’improvvisazione.

un’offerta culturale che tenga conto dei nuovi approcci

Iniziamo subito col dire che le nuove forme in cui verrà declinata l’economia e la produzione imporranno nuove esigenze e quindi nuove offerte, nuovi “prodotti”, compreso quello culturale che, a denti stretti e con difficoltà, un prodotto deve essere considerato, sebbene nella sua specificità. Ecco che programmare un’offerta culturale che tenga conto dei nuovi approcci e che contempli l’uso dei nuovi strumenti di cui oggi disponiamo, vuol dire creare delle occasioni di futuro per il nostro patrimonio culturale. Un organismo come Magna Grecia, nato per promuovere situazioni di partenership e sinergie tra pubblico e privato, e per esaltare l’unicum del patrimonio culturale del Meridione, non può che intraprendere azioni e iniziative che stimolino una nuova concezione nell’uso, nella fruizione e nella conoscenza quanto più estesa e partecipata del bene cultura. Parole chiave di questo nuovo progetto non possono che essere accessibilità, interazione, applicazioni digitali, servizi tecnologici, realtà virtuale e realtà aumentata.

una nuova narrazione del patrimonio del Sud

L’obiettivo dev’essere quello di una nuova narrazione del patrimonio culturale, ancorata al territorio ma aperta al mondo e comunicata in tutte le modalità che la postmodernità ci offre, ben sapendo che valori come quello della credibilità, dell’autorevolezza, dell’unicità dell’immensa ricchezza culturale, museale, artistica, archeologico-monumentale, meritano solo nuove occasioni per ritornare al centro dell’interesse internazionale e una nuova sensibilità per interpretarla al meglio.

Saverio Romano
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