mercoledì 30 Novembre 2022
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Linea della prudenza e scuole a settembre: italiani d’accordo

Coronavirus, due sondaggi analizzano sentimenti e paure dei cittadini. La maggioranza non ha paura di perdere la propria fonte di reddito e ritiene che il maggiore rischio contagio si verifichi nei mezzi di trasporto pubblico

Un’ampia maggioranza degli italiani è favorevole alla riapertura delle scuole a settembre, mentre una buona maggioranza condivide un atteggiamento di prudenza nell’uscita dal lockdown. È quanto emerge da due sondaggi pubblicati in questi giorni che analizzano sentimenti e paure nel nostro Paese, con risultati non scontati.

Coronavirus, “fase 2”: le preoccupazioni degli italiani

Il primo sondaggio, Coronavirus, “fase 2”: le preoccupazioni degli italiani, è stato realizzato da Demopolis per la Rai e pubblicato il 5 maggio. In particolare la scelta del Governo di posticipare la riapertura delle scuole a settembre è ritenuta Giusta dal 78% degli intervistati, mentre per il 20% sarebbe stato preferibile riaprire le scuole in maggio.

L’istituto di ricerche chiede agli italiani quali siano gli aspetti più preoccupanti della fase attuale, ottenendo come risposta: salute e rischi di contagio 72%; conseguenze economiche 65%; impatto sociale, impoverimento delle famiglie 53%. Infine, rispetto all’ipotesi di introdurre un reddito di emergenza di 500 euro – connesso all’emergenza Covid-19 – per i cittadini esclusi dagli altri ammortizzatori sociali, si dichiara favorevole il 68% degli intervistati mentre risponde negativamente il 19% (senza opinione il 13%).

gli italiani e l’avvio della fase 2

Il secondo sondaggio, Gli italiani e l’avvio della fase 2, realizzato da Itv Movie e uscito il 5 maggio, mostra come la prudenza e la linea di uscita graduale dal lockdown siano condivide dalla maggioranza dei cittadini. In particolare per il 55% degli intervistati l’avvio della fase 2 così come è stata programmata rappresenta “un passaggio giusto: bisogna essere prudenti”. Il 28% si aspettava di più e, in particolare, “dovevamo ripartire con più coraggio”, mentre per l’11% “siamo ripartiti troppo
presto, bisognava aspettare ancora”
(il 6% è senza un’opinione precisa). Abbastanza sorprendente il dato sulla paura di potersi contagiare: il 51% del campione non ha paura contro il 44% che la pensa al contrario e vive con preoccupazione questa fase (non risponde il 5% del campione). Anche la paura di perdere il posto di lavoro, i propri risparmi o la pensione è alta, ma non è maggioritaria: il 41% ha paura di una perdita della propria fonte di reddito contro il 54% che non ce l’ha.
Sempre Ipsos ha chiesto al campione rappresentativo degli italiani dove vi sia un maggior rischio di contagiarsi oggi, ottenendo come risposte: sul posto di lavoro 6%; su un mezzo di trasporto pubblico (autobus, metropolitana, treno) 57%; nei piccoli negozi 9%; al supermercato 19%; per strada 1%; nei parchi 2% (non sa, non indica 6%). È evidente che i trasporti rappresentano per gli italiani la maggiore fonte di contagio potenziale.

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