mercoledì 10 Agosto 2022
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Quella mezz’ora che può farci stare bene

L’attività fisica è fondamentale per il nostro organismo: riuscire a svolgerla anche solo pochi minuti al giorno può essere utile per mitigare e a volte curare determinate patologie organiche. L’emergenza Coronavirus, che ci costringe a una sedentarietà obbligata, amplifica questa esigenza. Seguire alcune semplici regole di buon senso, che ad alcuni possono sembrare scontate, può rappresentare per ciascuno di noi un modo per salvaguardare il nostro benessere psico-fisico.

la parola chiave è muoversi

Il momento che stiamo vivendo è davvero molto particolare, non c’è bisogno di sottolinearlo: una tragedia per tanti, certamente uno shock per tutti. Essere costretti a stare in casa ha provocato una serie di reazioni non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista morale. Molti di noi si chiedono come sia possibile mantenere in questi tempi pieni di incognite un equilibrio sano tra mente e corpo, una situazione di accettabile benessere che ci consenta di misurarci con le sfide di un contesto personale e sociale profondamente cambiato dalla pandemia. Potrebbe sembrare scontato, ma non bisogna dimenticare che una delle strade da percorrere per migliorare la qualità della vita in questo periodo è quella di muoversi, appena possibile e “dove” è possibile.

la tecnologia ci aiuta

È ovvio che fare attività fisica dentro la propria abitazione rappresenti una novità quasi per tutti. Sono pochi i fortunati ad avere spazi e strumenti per attrezzare una palestra in casa. La maggioranza di noi deve fare da sé. Per fortuna la tecnologia ci viene incontro. Attraverso il web possiamo accedere a vere e proprie lezioni personalizzate, da seguire sui computer, sugli smartphone, sulle smart tv. Lezioni che si possono tranquillamente osservare attraverso Internet, dove molti e (soprattutto) preparati professionisti hanno realizzato programmi di allenamento da seguire a distanza, in camera da letto o in soggiorno.

malattie sotto controllo

Un’altra delle possibilità concesse dai decreti ministeriali è quella di uscire a qualche centinaio di metri dalla propria abitazione, anche se in realtà, nel rispetto dei limiti, l’attività fisica singola non è vietata. Vediamo in giro per la città tanti runner impegnati nella corsa libera, una cosa a cui in passato, prima del Coronavirus, non si faceva caso. In movimento ci sono anche tutte quelle persone che, sopraffatte dalla noia e anche dal bisogno di muoversi, escono di casa quotidianamente per fare footing intorno al proprio isolato. Qualunque sia la motivazione che spinge all’attività fisica, il risultato è sempre positivo, perché il diabete, il colesterolo, l’ipertensione, e tutte le patologie cardiovascolari possono essere tenute sotto controllo attraverso il movimento del corpo. Anche la parte muscolo-scheletrica ha benefici notevoli da un allenamento quotidiano. Il movimento dei muscoli, delle articolazioni delle anche, delle ginocchia e delle caviglie, ma anche della parte superiore del corpo con le spalle e la colonna vertebrale, previene e in qualche modo cura l’eventuale iniziale artrosi delle articolazioni.

con il calcio riparte l’economia

Lo sport ha un approccio personale ma anche collettivo, ha una dimensione dilettantistica ma ne ha anche una professionale. Da quest’ultima dipendono non solo i grandi campioni e i loro stipendi, che rappresentano la parte mediaticamente più visibile, ma anche e soprattutto un indotto che dà lavoro a tantissime famiglie e produce commesse per migliaia di piccole e medie imprese. In questo periodo si dibatte sulla possibilità o meno di riaprire il campionato di calcio mentre tutti gli altri sport sono fermi. Ricordo che il calcio è la terza industria italiana e l’indotto di tutto questo mondo porta un beneficio al Prodotto interno lordo di dimensioni gigantesche. Per questo ritengo sia da condividere la volontà espressa dalla Federcalcio, cioè trovare il sistema per riprendere in sicurezza il campionato anche durante l’estate. Si tratta di una scelta giusta, per tutto quello che rappresenta il mondo del calcio nel nostro paese, a livello economico ed emotivo.

Con fiducia speriamo che passi prima possibile questo incubo e con altrettanta volontà e fiducia stimoliamo tutti a fare, per quanto possibile, la loro mezz’ora quotidiana di attività fisica. Sicuramente il beneficio sarà per tutti.

Giuseppe Capua
Presidente della Commissione Antidoping della Federazione Italiana Gioco Calcio, è specializzato in Medicina nucleare e Medicina dello Sport. È esperto in traumatologia dello sport, vanta numerose attività accademiche e pubblicazioni scientifiche, oltre a collaborazioni con la Rai in qualità di consulente per le trasmissioni “In famiglia”, “Check Up” e “TG2 Salute”.
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